La lingua napoletana si sa, è da sempre amatissima non solo in Italia ma anche all’estero. Esiste una vera e propria letteratura in napoletano, fiorita negli ultimi tre secoli, e che trova il suo più ampio respiro nelle opere di artisti come Salvatore di Giacomo, Raffaele Viviani, Ferdinando Russo, Eduardo de Filippo ed il Principe Antonio De Curtis (Totò).
A rendere onore alla lingua napoletana sono ovviamente anche le canzoni della tradizione classica partenopea, caratterizzate da grande lirismo e melodicità, i cui pezzi più famosi (ad esempio “O’ sole mio“) sono tra i più noti e cantanti al mondo.
Negli ultimi anni, a dare ulteriore risonanza al napoletano, a livello nazionale ed internazionale, sono state anche le numerose serie televisive e film ambientati a Napoli e recitati proprio in dialetto (ad esempio Gomorra, L’Amica geniale, Napoli Velata, ecc).
Adesso, attraverso una “app“, il dialetto napoletano, ormai riconosciuto da tempo una “Lingua” a tutti gli effetti dall’UNESCO, approda persino sulle tastiere dei nostri smartphone.
La notizia arriva tra l’altro all’indomani della creazione del Comitato scientifico per la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio linguistico napoletano, istituito dalla Regione Campania, come previsto dalla legge regionale proposta dal consigliere dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli.
Un riconoscimento per noi partenopei davvero significativo, che ci fa sentire amati ed orgogliosi delle nostre radici culturali a dispetto di quanti vogliano continuamente rimarcare un certo odio verso i meridionali, ed in particolare i napoletani, un pregiudizio (si spera) ormai obsoleto.
Gennaro De Crescenzo, presidente del Movimento Neoborbonico, sul proprio profilo Facebook, ha pubblicato un lungo post dedicato proprio alla notizia che su alcuni dispositivi telefonici ci sarebbe la possibilità di inserire la lingua napoletana sulla tastiera:
“LA LINGUA NAPOLETANA SUI TELEFONINI… Ci segnalano una notizia interessante: su alcuni smartphone Sony tra le lingue che si possono utilizzare risulta quella napoletana (con quella siciliana) e non si tratta di una “app” da scaricare ma di una delle opzioni già inserite nel telefono. Un bel segnale, visto che tutti noi sappiamo quanto sia importante la lingua di un popolo, soprattutto se parliamo di una lingua con una storia plurisecolare e con una tradizione letteraria che inizia nel Duecento e dura ancora oggi. E sappiamo pure che l’identità è collegata all’orgoglio e che solo dall’orgoglio Napoli e il Sud possono e devono ripartire per il loro riscatto (non solo culturale)“.
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