I parametri considerati sono i seguenti: quanti tamponi diagnostici vengono eseguiti su 100mila abitanti (per diagnostici si intendono i primi tamponi effettuati per capire se una persona è o meno positiva); quanti contagiati scoperti, sempre su 100mila abitanti; la percentuale dei tamponi positivi sul totale.
Sono queste le variabili considerate dalla Fondazione Gimbe per una ricerca che ha avuto l’obiettivo di stilare una classifica delle regioni italiane più virtuose. In pratica, come riportato da Il Corriere della Sera, lo studio ha avuto l’obiettivo di comprendere quali sono le regioni che eseguono più tamponi riuscendo nello stesso tempo a scoprire quante più persone positive possibili.
È definito ‘Livello di sorveglianza‘ il rapporto tra la ricerca del coronavirus e la sua scoperta. Ovviamente i numeri variano anche rispetto alla mole di casi positivi di ogni regione. In questo contesto la Campania è risultata tra le regioni peggiori.
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