Il gip di Nola ha emesso un’ordinanza applicativa di misure cautelari nei confronti di ben 15 persone, accusate di vari reati tra cui soppressione, distruzione e occultamento di atti pubblici, falsità in atti pubblici, uso di valori di bollo contraffatti e truffa ai danni dello Stato (con un danno alle casse pubbliche che si aggira intorno ai 40mila euro).
I carabinieri del nucleo investigativo di Castello di Cisterna hanno quindi proseguito all’arresto di un dipendente del Comune di Marigliano (per il quale è stata disposta la custodia in carcere) e ben 10 avvocati ai quali sono stati disposti gli arresti domiciliari. Ad altri tre avvocati è stata disposta, per un anno, la sospensione dall’esercizio della professione.
Il nucleo investigativo, ha portato alla luce una gestione di affari penali del tutto illecita che avveniva da molto tempo all’interno dell’ufficio del Giudice di Pace di Marigliano.
Moltissimi sono gli episodi da parte degli avvocati all’interno della cancelleria di soppressione o distruzione di fascicoli processuali, di alterazione del criterio di assegnazione dei fascicoli ai vari giudici di pace di Marigliano (attraverso posticipazione delle iscrizioni a ruolo rispetto alla data di presentazione degli avvocati), di distruzione di fascicoli processuali e perfino creazione di fascicoli completamente falsi aventi come parti processuali soggetti deceduti o del tutto inesistenti.
Il cancelliere preposto all’ufficio iscrizioni a ruolo, a quanto pare, concedeva l’assegnazione dei fascicoli ad avvocati del suo “entourage“, di cui erano patrocinatori al giudice di pace che più li aggradava. Gli avvocati poi, per ricambiare i favori ricevuti, regalavano al cancelliere, in occasione di cene organizzate presso la sua abitazione, oggetti in oro di alto valore.
Le indagini dei carabinieri, coordinate dal gip di Nola, hanno inoltre accertato che da anni avveniva un utilizzo sistematico, da parte di alcuni avvocati indagati, di marche da bollo contraffatte per l’iscrizione a ruolo di cause presso gli uffici del Giudice di Pace del circondario di Nola, traendo così in inganno i funzionari delle cancellerie addetti all’iscrizione che formavano atti pubblici falsi, appropriandosi del valore nominale delle marche da bollo utilizzate, con conseguente ingente danno alle casse statali che ammonterebbe all’incirca a 40mila euro.
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