Da una condanna a nove anni di carcere era riuscito ad ottenerne una, in secondo grado, a quattro anni e mezzo da scontare agli arresti domiciliari. Paolo Esposito, ras della Vanella Grassi (clan camorristico di Secondigliano) era stato ritenuto colpevole di estorsione con l’aggravante mafiosa.
Ma un cumulo di pene derivante da altre cinque sentenze avevano costretto il figlio di Vincenzo ‘o Porche a varcare di nuovo la soglia di un penitenziario. Oggi la svolta. I giudici della Corte d’Appello hanno accolto l’istanza del suo avvocato difensore Salvatore D’Antonio.
Il legale è riuscito ad ottenere la scarcerazione del proprio assistito dopo aver presentato un’ingiunzione per ‘incidente di esecuzione‘.
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