In Campania Vincenzo De Luca ha vietato il delivery per ristoranti e bar, servizio che invece continua a essere attivo nelle altre città italiane. Una disparità di trattamento che a detta di Enrico Schettino, titolare della catena “Giappo sushibar“, non farà che danneggiare e arretrare ulteriormente la Campania rispetto alle altre regioni.
Così Schiettino ha scritto una lettera, un appello affinché si riveda questa decisione:
Dobbiamo restare a casa. Per questo abbiamo chiuso i nostri ristoranti. I divieti, però, sono una forzatura sul lungo periodo. La soluzione è nella formazione, prevenzione e nel controllo. Dopo una prima fase, ora comincia la seconda. Lo ha sostenuto il Presidente Conte, ed è già cominciata nei paesi in cui la battaglia è nata prima di noi. Ripartiamo dalle consegne a domicilio, prima di arrivare alle fase di riapertura delle attività. Prepariamo gli imprenditori ed il personale a nuove regole, gradualmente. Sempre più persone tendono ad uscire, man mano che il tempo passa e le scuse per comprare aumentano. Niente più folla ai supermercati, nessun assembramento per motivi banali. Solo così possiamo ottenere il risultato sperato. L’economia si è fermata: migliaia di famiglie soffrono la fame, in attesa di bonus e cassa integrazione. In tutta Italia hanno già valutato questi aspetti, ed il Governo, come le singole regioni, hanno acconsentito alle consegne a domicilio. Dal Piemonte alla Sardegna, dalla Toscana alla Sicilia, dalla Lombardia alla Calabria. In Campania, invece, il delivery è fermo da settimane. Una regola che vale solo per ristoranti e bar, ma vige una legge diversa per gli alimentari, per i supermarket. Oggi le pasticcerie non possono consegnare le pastiere, mentre i panifici e finanche Amazon si. Eppure la normativa nazionale lo ammette, con i dovuti accorgimenti, ed il governo non ha previsto distinzioni per i rimborsi fiscali tra regione regione. Controlli rigidi per chi vuol fare il Delivery: per questo ci sono aziende specializzate che garantiscono l’ottemperanza di tutte le norme sanitarie a chi arriva nelle case. Mai più fattorini senza guanti o mascherine. La responsabilità ricade sulle aziende: dalle distanze di sicurezza alla salute dei lavoratori, con una costante sanificazione dei locali. Prepariamoci a vivere, anche se con molte restrizioni: attendere il vaccino per la riapertura senza nessun contagiato, significherebbe comunque morire di fame. L’Italia va avanti: non lasciamo che la Campania resti ultima.
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