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Covid19, sale l’allarme per le truffe online: attenzione ai falsi buoni pasto e agli acquisti ‘fake’

Sono giorni che noi dello “Sportello dei Diritti” invitiamo i cittadini a prestare la massima attenzione a tutti i messaggi che giungono sui nostri dispositivi e che dietro l’emergenza e la crisi determinata dal “Coronavirus” nascondono tentativi di frode da parte di subdoli approfittatori che stanno cercando di cogliere il momento per perpetrare i loro crimini. In questo periodo, infatti, si assiste ad una recrudescenza delle truffe online ed, in particolare, quella tipica dei falsi buoni spesa.

A segnalarcelo anche la Polizia Postale che con un nuovo post con tanto di screenshot del tipico messaggio-truffa sulla pagina FacebookCommissariato di PS On Line – Italia” ci ricorda di prestare la massima attenzione: “#Messaggi tipo “Ehi, a causa di questa crisi i supermercati offrono buoni da 200 €. Prendi uno qui finché dura” si stanno diffondendo nei vari social soprattutto WhatsApp. In realtà il sito ingannando gli utenti fa raccolta dati personali per altri scopi e non eroga nessun tipo di buono spesa! Non compilare moduli online con i tuoi dati personali, te ne potresti pentire. NESSUNO REGALA NIENTE”.

Se già sono anni che segnaliamo simili tentativi di frode che utilizzano metodi del tutto analoghi, tuttavia, rileva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, la scelta di operare in questo particolare periodo appare ancor più spregevole perché si tenta di approfittare con modi a dir poco subdoli, dell’emergenza e della gravissima crisi che vivono gli italiani anche per la spesa alimentare.

Il modo migliore per difendersi, è quello di seguire le indicazioni della Polizia Postale e di cestinare questi messaggi. Inoltre, “Sono in corso numerose campagne di comunicazione fraudolente a nome di Istituti Bancari che, sfruttando la situazione di emergenza sanitaria nazionale e l’attenzione dedicata alle notizie sul Coronavirus, chiede di inserire i dati bancari in falsi siti internet. E’ bene ricordare che le Banche non inviano mai email, sms o chiamano al telefono per chiedere di fornire le credenziali di accesso all’home banking o all’app, i dati delle carte di credito o la variazione dei dati personali. Se ricevi comunicazioni email, sms o telefonate che ti richiedono di fornire dati bancari chiama immediatamente la Tua Banca o rivolgiti alla Polizia Postale. Inoltre ti ricordiamo che gli Istituti bancari non utilizzano WhatsApp per le comunicazioni ai propri clienti. Gli approfondimenti sono disponibili sul portale della polizia postale www.commissariatodips.it”.

redazione

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