“Questi soldi vengano spesi per i dispositivi di protezione individuale, per la sicurezza dei lavoratori, per erogare bene le prestazioni a chi ne ha bisogno. Sottolineiamo, ancora oggi, le difficolta’ di chi lavora in prima linea ed e’, sempre troppo spesso, dimenticato”. A spiegarlo alla Dire e’ Giuseppe De Falco, coordinatore aziendale della Cgil dell’azienda ospedaliera dei Colli, di cui fa parte anche il Cotugno di Napoli, il principale ospedale Covid della Campania.
Il direttivo Cgil dell’azienda del Colli oggi ha infatti scritto una lettera al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, per annunciare che 35 tra medici, infermieri e operatori rinunceranno al bonus di 100 euro previsto dal Cura Italia per i lavoratori dipendenti che hanno un reddito inferiore ai 40mila euro. Una postilla della nota, inviata anche al direttore generale Maurizio Di Mauro e ai direttori sanitari e amministrativo dell’azienda dei colli, autorizza al prelievo un tantum di 100 euro in busta paga per i dipendenti che hanno superato la soglia dei 40mila euro. La somma sara’ devoluta all’azienda dei Colli per l’acquisto dei dispostivi indispensabili per quei medici e operatori che sono in prima linea per fronteggiare l’emergenza coronavirus negli ospedali.
“Signor presidente del Consiglio – si legge nella lettera – questi soldi non li vogliamo. Siamo dei professionisti che svolgono il loro lavoro con grande professionalita’, abnegazione e spirito di servizio. Invece di questi 100 euro, ci saremmo aspettati una maggiore attenzione nella gestione e nell’approvigionamento dei Dpi, importantissimi per contrastare la diffusione di questo nemico invisibile”. Questi i motivi che hanno portato gli operatori a “rinunciare ai 100 euro, perche’ ci sentiamo mortificati da un gesto simile. Li devolviamo alla nostra azienda ospedaliera per acquistare i Dpi indispensabili per tutelare la salute e i lavoratori. Non basta chiamarci eroi, servono gesti concreti”.
Ci sono stati troppi tagli alla sanita’ in questi anni – denuncia De Falco -, abbiamo organici sottostimati, si lavora in affanno e in difficolta’. Oggi ci chiamano eroi, ma dal governo ci aspettavamo, ancor prima dell’emergenza, il riconoscimento dello status di pubblico ufficiale quando era facile aggredire medici e operatori. Lo Stato purtroppo e’ ancora assente, molti colleghi si sono positivizzati, i medici morti sono oltre 60, e la stessa situazione interessa infermieri e operatori. Siamo piu’ esposti e avremmo dovuto avere le giuste tutele”.
De Falco ci tiene anche a sottolineare che “nonostante il clima surreale che si respira in questi giorni” tutto il personale dell’azienda dei Colli “nonostante un clima di ansia e paure” collabori “in maniera eccellente. Tutti noi usiamo professionalita’, senza risparmiarci nell’interesse di chi ha bisogno. Ma i professionisti servono vivi, non morti”.
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