Raffaele Cutolo è ancora ricoverato presso l’ospedale di Parma. Ieri ‘o Professore è stato trasportato dal carcere emiliano, nel quale è recluso, al nosocomio e trasferito nel reparto riservato ai detenuti. Cutolo è stato colpito da una forte crisi respiratoria.
Cutolo che ha praticamente vissuto tutta la sua vita in un penitenziario (detenuto dal 1979, dagli anni ’90 è in isolamento a causa del regime detentivo di massima sicurezza noto come 41bis), ha diversi problemi di salute più volte raccontati dalla stampa.
Oggi, come anticipato ieri da VocediNapoli.it che ha parlato con il legale di Cutolo, l’Avvocato Gaetano Aufiero, ‘o Professore ha ricevuto la visita della moglie Immacolata Iacone. Le sue condizioni sarebbero stazionarie.
Don Raffaè (per citare la famosa canzone del grande Fabrizio De André) è cosciente ma i medici hanno preferito trattenerlo in ospedale per sottoporlo a cure e accertamenti specifici. È possibile che le sue condizioni di salute siano, almeno per il momento, incompatibili con il regime carcerario.
Per questo, come riportato da Il Mattino, Cutolo attraverso l’Avvocato Aufiero potrebbe chiedere ufficialmente un permesso motivato da ragioni sanitarie e cliniche. Un permesso che lo terrebbe fuori dal carcere per un periodo breve e limitato, giusto per sottoporsi alle cure necessarie con il supporto dei propri familiari.
L’eventuale azione legale potrebbe avere il forte sostegno della recente sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) che ha dichiarato mesi fa inadeguato l’ergastolo ostativo. Un dispositivo incompatibile con i valori della Costituzione italiana. Quest’ultima prevede che la pena debba essere riabilitativa e non disumana.
Cutolo, ex boss della Nuova Camorra Organizzata (NCO), è stato protagonista di una violenta guerra di camorra che ha insanguinato Napoli e la Campania negli anni ’80. Ma la sua figura è stata coinvolta anche in questioni politiche legate agli anni di piombo.
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