Rugby subacqueo, la Firs di Firenze è campione d’Italia: battuta in finale la napoletana Nesis

Una espulsione durata troppo (nel rugby subacqueo dura 3 minuti), un rigore dubbio, polemiche durante e dopo la finale tra primo e secondo posto. Si sintetizza così l’ultima sfida di una due giorni di rugby subacqueo in cui a vincere il titolo, meritatamente, è stata la Firs (Firenze Rugby Subacqueo).

Il titolo conquistato

I Toscani di Andrea Meneghin si aggiudicano il Campionato Italiano. L’edizione 2020 si è svolta a Jesi. A contendersi il titolo 5 squadre, oltre alla Firs, hanno partecipato la Nesis (Napoli) arrivata seconda, Monsub (la squadra di casa) terza in classifica, Milano quarta e ultima Cesena.

La due giorni

Un week end di sport, di agonismo e di Terzo tempo. Nella giornata di sabato si sono svolte cinque partite ognuna di 15 minuti. Nella prima gara la Nesis si è impostata su Cesena con un secco 11 -0. La seconda ha mostrato la supremazia della Firs su Monsub che ha vinto 6-1. A seguire, Milano contro Nesis, quest’ultima ne è uscita vincitrice con un 7-1. Poi di nuovo Firs contro Cesena, dove la prima ha vinto 8-0. Jesi contro Milano, invece, si è imposta con un 4-1. Firs contro Nesis (la partita più attesa) 2-1. Milano contro Cesena 8-0. Hanno concluso la giornata Nesis contro Monsub. Firs contro Milano 7-0. Jesi contro Cesena 7-0. Amara sorpresa per Jesi, però, che ha perso 3-1. Un poker amaro per i padroni di casa che credevano di portare il risultato a casa e arrivare direttamente in finale. Non avevano fatto i conti con la netta forza sia fisica che tattica dei Napoletani che, dopo un lungo periodo di stop hanno dettato i tempi della partita mostrando i muscoli, ma sopratutto carattere.

La fase finale

Il terzo posto è andato a Jesi che ha mostrato la superiorità su Milano e Cesena. Partite facile anche grazie a due innesti di esperienza e sicuramente superiorità tecnica di cui la squadra di casa ha potuto godere: Antonio Lo Baido e Uwe. Quest’ultimo ex ct della Nazionale Italiana. Monsub Jesi ha infatti potuto vincere grazie a questi due ultimi giocatori che hanno fatto la differenza rispetto ai loro compagni di squadra di pari livello rispetto alla squadra Lombarda e Romagnola.

La finale primo e secondo posto

Una bella partita che poteva finire tra risate e strette di mano. A metterci lo zampino, invece, la terna arbitrale che ha concesso un rigore dubbio alla Firs e poi ha lasciato fuori per proteste un giocatore della Nesis per 5 minuti per proteste. Il giudice di gara ha così deciso di lasciare in quattro Napoli per un terzo della partita.

Il nodo da sciogliere

Uno sport che stenta a decollare. Un’attività poco praticata che non gode dei riflettori nazionali. Tanti sacrifici che spesso non pagano. Uno dei problemi più grossi di questo sport è rappresentato dall’arbitraggio. A dirigere la partita, infatti, non è mai una figura ad hoc scelta, come negli altri sport, dalla Federazione, ma tre giocatori (in genere di esperienza, dato che non è sempre così come nella finale di quest’anno) prestati dalle squadre che non giocano in quel momento. Un problema, se si considerano i sacrifici spesi per giocare e per organizzarsi.

redazione

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