Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede avrebbe promosso un’azione disciplinare contro Alessandra D’Amore, la pm che ha indagato sull’omicidio del ragazzo morto ad appena 20 anni. Secondo il ministero potrebbe aver violato i doveri di diligenza e laboriosità creando un ingiusto danno ai genitori del ragazzo morto a 20 anni.
Come riporta Il Messaggero, il ministro della Giustizia valuterebbe superficiali le indagini sulla morte di Vannini tanto da aver arrecato “un ingiusto danno ai genitori del ragazzo”. Ad esempio, la villa dei Ciontali, dove si consumò il delitto, non fu mai posta sotto sequestro. Non venne neppure usato il luminol per evidenziare la presenza di eventuali tracce ematiche sulla scena del crimine. Inoltre i carabinieri non sentirono nemmeno tutti i vicini di casa Ciontoli. Il pm D’Amore, intanto, avrebbe già chiesto di essere ascoltato da chi di competenza.
Venerdì scorso la Cassazione ha annullato con rinvio la sentenza di secondo grado che condannava a 5 anni per omicidio colposo Antonio Ciontoli, il padre della fidanzata di Marco (in primo grado la pena era stata di 14 anni per omicidio volontario). Il processo d’Appello è ora da rifare, anche per tutti i componenti della famiglia Ciontoli.
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