Erano stati colti in fragranza di reato, in un capannone abusivo, mentre smontavano carcasse e carcasse di autovetture rubate per rivenderne i pezzi di ricambio sul mercato nero o su internet.
Gli imputati, tutti tratti a giudizio per i reati di associazione per delinquere finalizzata alla ricettazione e i vari reati fine sottesi alla medesima, a seguito di una lunga istruttoria dibattimentale svoltasi innanzi al Tribunale di Nola, sono stati mandati assolti dal reato principale e più preoccupante: quello associativo. Soddisfatto dunque il collegio difensivo, che ha visto impegnato in una lunga e complessa discussione in diritto, l’Avv. Francesco Maria Amodeo del foro di Napoli per molte posizioni coinvolte nella vicenda.
“La pena irrogata per i reati fine è stata severa, ma siamo soddisfatti del lavoro svolto finora. Confidiamo di leggere nei termini previsti dalla legge le motivazioni che hanno portato alle assoluzioni ed alla condanna per i reati fine. Se del caso, proporremo Appello”: questa la dichiarazione rilasciata dal penalista napoletano che difendeva il pluripregiudicato Antonio Esposito e che nell’udienza di discussione ha sostituito molti dei colleghi assenti per gli altri imputati: Buonocore Mario, Picardi Luigi, Bisogni Ciro, Lambiase Stefano, in una con De Falco Emanuele, ritenuto capo del sodalizio e anche lui mandato assolto.
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