foto di repertorio
Tragedia a Santa Lucia di Spoltore, in provincia di Pescara. Una mamma si sarebbe recata nella stanza dove il su0 piccolo riposava per allattarlo al seno, ma si è accorta che il bambino non si svegliava e pareva non respirare. Il bimbo era morto.
La donna si è subito accorta che il neonato non respirava e ha quindi avvertito i soccorsi. Il personale medico del 118 è giunto rapidamente sul posto per effettuare le manovre di rianimazione al bimbo, che però si sono rivelate inutili. Secondo i medici il piccolo sarebbe morto per cause naturali. Una delle cosidette “morti in culla”.
Spesso i bambini di età compresa tra un mese e un anno potrebbero andare incontro alla cosiddetta sindrome della morte in culla (sudden infant death syndrome). Secondo alcuni studi, sembrerebbe colpite più i maschietti rispetto alle femminucce. Inoltre, ogni anno registra almeno 300 casi solo in Italia. Tra le cause che potrebbero portare il piccolo alla sindrome vi sono: la prematurità, il basso peso alla nascita, l’abitudine al fumo e l’assunzione di alcool da parte della madre in gravidanza. A questi fattori vanno però aggiunti alcuni altri fattori ambientali, tra i quali il sonno a pancia in giù o di lato, il surriscaldamento eccessivo, il fumo passivo.
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