Dietro l’omicidio di Alessandro Napolitano, il 31enne ucciso sotto casa della mamma in via Cupa Capodichino, a Miano, lo scorso giovedì sera, ci potrebbero essere motivi passionali. Per la modalità dell’agguato non si esclude però che questa ipotesi possa essere direttamente collegata alla criminalità organizzata.
Le indagini si sono spostate sulla vita privata di Napolitano che negli ultimi tempi si era separato dalla moglie e viveva in casa con la mamma. Gli investigatori della Polizia di Stato , che conducono su delega della Direzione distrettuale antimafia le indagini, hanno analizzato alcune testimonianze. Come riporta il Mattino, sarebbe emerso che la vittima avrebbe avuto nei giorni precedenti alla sua morte due violenti litigi con personaggi della malavita. Alla base dei diverbi potrebbe esserci qualche sgarro alla criminalità organizzata oppure una presunta relazione con una ragazza della zona, probabilmente mal vista.
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Alessandro, dopo una denuncia passata per possesso di cocaina, pare vivesse onestamente. Lavorava con il fratello nel bar di famiglia.
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