La seconda Corte d’Assise d’appello di Napoli ha condannato Marco Di Lauro all’ergastolo per l’omicidio di Attilio Romano, vittima innocente uccisa all’interno di un negozio in cui vendeva telefonini. In quell’occasione i sicari lo scambiarono per il nipote del boss degli scissionisti, Rosario Pariante.
Di Lauro è stato arrestato lo scorso marzo dopo 14 anni di latitanza. Già condannato in via definitiva per associazione di stampo mafioso, in questo momento è anche sotto processo per rito abbreviato per per due imputazioni di traffico di droga, per i giudici fu lui che ordinò quell’assassinio durante la prima faida di Scampia. Romano, però, era la persona sbagliata, l’obiettivo dei killer sarebbe dovuto essere Salvatore Luise, nipote appunto di Pariante.
Di Lauro jr già era stato condannato all’ergastolo durante il processo in primo Grado, sempre in Appello, nel 2015, però, la Corte di Cassazione annullò quella sentenza e ordinò un nuovo processo in secondo grado. La difesa del boss aveva chiesto l’assoluzione per quel reato, ma i giudici della seconda Corte d’Assise l’hanno condannato all’ergastolo.
Per l’omicidio di Romano è stato condannato all’ergastolo Mario Buono, noto con il nome di topolino, Vincenzo Lombardi, l’altro killer, ha scelto di pentirsi.
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