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Violentata dal branco dopo la discoteca, nel gruppo il figlio del pentito di camorra: “Stuprata a turno”

Stuprata, umiliata, filmata e derisa. E’ la storia dell’orrore di una vittima, una donna, che ha passato una serata in discoteca finita poi in un incubo. Tre gli aguzzini che le hanno rovinato probabilmente la vita e che sono collegati all’ambiente camorristico. Sono Antonio Massaro, trentadue anni, originario di San Felice a Cancello, ex fortino del clan capeggiato un tempo da suo padre, e i suoi cugini Francesco Ferrara, 25 anni, e Luigi Nappa, 19 anni compiuti tre giorni fa, e quindi minorenne all’epoca dei fatti.

Nel 2018 Antonio Massaro, come riporta il Mattino, viveva con il sussidio di mille euro dello Stato perché suo padre, Francesco Massaro, è un pentito della camorra casertana. Era, in quel periodo, inserito nel programma di protezione previsto per i collaboratori di giustizia e viveva in Lombardia. Nell’agosto del 2018 ha stuprato una 23enne di Milano insieme ai suoi cugini. È il gip Anna Magelli del tribunale ambrosiano a ricostruire nell’ordinanza la vicenda che li ha avuti per protagonisti.

La vittima ha dichiarato di conoscere Francesco, il suo primo aguzzino: “Avevo una simpatia per lui e quando ci incontrammo al Papaya di Segrate, quella sera, ci baciammo anche”. Poi la proposta di fare una cosa a tre, il rifiuto della ragazza e quel cocktail: “Poco dopo, quello che disse di chiamarsi Luigi mi offrì un cocktail ma prima di darmelo si girò di spalle: dopo averlo bevuto ebbi la sensazione di essere sballata, di non avere il pieno controllo di me”.  Probabilmente Mda, la droga dello stupro. Poi l’uscita dal locale, i tre la portano in un appartamento. “Era consenziente” dice l’avvocato difensore. Dicono altro però i referti medici, le testimonianze e il racconto della vittima. “Quando sono uscita dal Papaya mi sono resa conto che i miei amici erano andati via – ha detto – Francesco mi ha offerto un passaggio e ho accettato perché lo conoscevo già. Ma non mi hanno portata a casa, siamo andati in un appartamento che non so di chi fosse. Su un divano blu mi hanno violentata a turno, mentre Luigi rideva e riprendeva tutto con un cellulare. Io piangevo, scalciatìvo, ho dato anche un morso a uno di loro. È stato tutto inutile. Quando hanno finito, in lacrime, ho chiesto di essere portata a casa”.

Il giorno dopo la vittima trova il coraggio e denuncia tutto ai Carabinieri, sono partite le indagini e dopo un anno gli arresti. “Prima di arrivare a casa mia, hanno parcheggiato per strada, mi hanno costretta a scendere e Francesco mi ha di nuovo stuprata sul cofano della macchina. Gli alti due lo hanno aiutato e anche questo è stato filmato da Luigi”. Sono tutti in carcere, ora. Il figlio del pentito, che ha a sua volta precedenti per camora, qualche mese fa è uscito dal programma di protezione. Ferrara ha precedenti per risse e lesioni. Nappa pare sia incensurato.

 

redazione

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