Sanità, scatta l’allarme mondiale per le vongole: “Sono tossiche”

L’allarme è stato lanciato dalla Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia. Gli uomini guidati dall’Ammiraglio Pietro Vella si sono insospettiti in seguito alle tante richieste per effettuare la pesca subacquea presso la foce Sarno.

Richieste che ci hanno fatto avviare un’attività di continuo monitoraggio e vigilanza. Ed è emerso che alcune persone avevano iniziato a dedicarsi ad attività di pesca illegale di esemplari di ‘Vongola Verace’ raccolti nello specchio acqueo prospiciente la Foce del Fiume Sarno e nella più ampia zona marina circostante lo scoglio di Rovigliano, al confine tra Castellammare e Torre Annunziata“, ha dichiarato a Il Mattino, il Comandante della Capitaneria, Ivan Savarese.

Così, dopo ulteriori accertamenti da parte dell’Arpac e dll’Asl Napoli 3, è emerso che in quella zona vi sono vongole che contengono un alto tasso di metalli, risultando tossiche e nocive. Dunque, una bomba velenosa per l’organismo umano.

Di conseguenza è scattata un’allerta sanitaria europea. “I primi riscontri sono stati sbalorditivi: addirittura dai laboratori ci chiedevano se per errore le vongole fossero finite in un serbatoio di benzina. A questo punto è scattata un’azione di polizia preventiva e repressiva e siamo riusciti a provare anche l’illecita commercializzazione del prodotto attraverso aziende munite delle necessarie autorizzazioni. In pratica le vongole al veleno venivano aggiunte a quantitativi già presenti mercato lecitamente, con la filiera di provenienza tracciata“, ha affermato Savarese.

Che ha continuato: “Stiamo stringendo in una morsa tutte le attività legate alla pesca e alla commercializzazione di questi prodotti. L’allerta sanitaria estesa a tutta l’Europa è la conferma che ci troviamo di fronte a una situazione particolarmente grave gestita da persone senza scrupoli“.

Trovati nelle acque metalli come piombo, cadmio, zinco e tanti altri ancora. “Abbiamo già denunciato una decina di persone e presto scatteranno altri provvedimenti. I reati sono gravissimi, attentato alla salute pubblica e frode, reati puniti con diversi anni di carcere. Dagli accertamenti che abbiamo condotto possiamo affermare con assoluta certezza che ad operare sono le stesse bande che hanno devastato le rocce della penisola sorrentina per estrarre i datteri di mare. Non appena si sono sentiti accerchiati in quella attività, hanno trovato nuove fonti di reddito. Ma non basta ancora abbiamo ottenuto dal magistrato l’autorizzazione a far esaminare in laboratorio anche gli ultimi datteri sequestrati. Le vongole, che hanno un ciclo di vita di poche settimane, sono risultate pericolosissime. Non si può escludere che i datteri siano altrettanto pericolosi, visto che hanno un lunghissimo ciclo di vita, più di dieci anni“, ha dichiarato il comandante del nucleo di polizia giudiziaria, Marcello Manfredi .

redazione

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