Come parente ha un boss della camorra detenuto nel reparto dell’alta sicurezza presso il carcere di Secondigliano. Per lui si è introdotto nel penitenziario con numerose dosi di droga nascoste nelle scarpe e quattro microcellulari.
Ma gli agenti della Polizia penitenziaria sono riusciti ad individuare sia la sostanza stupefacente che i dispositivi telefonici ed hanno fermato il giovane. Quest’ultimo si trova ora agli arresti domiciliari.
“Complimenti per l’attività di intelligence della polizia penitenziaria la quale, malgrado la carenza di organico, riesce a contrastare i frequenti tentativi di introduzione di droga e telefonini in cella. Chiediamo che vengano adottati strumenti tecnologici avanzati per fronteggiare questa piaga, sempre più diffusa, e di introdurre una fattispecie di reato, così come in altri paesi europei. Nonostante il sovraffollamento e la carenza di organico la polizia penitenziaria riesce a garantire l’ordine e la sicurezza nelle carceri campane“, queste le dichiarazioni di Ciro Auricchio, Segretario regionale dell’Uspp .
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