Migliaia di studenti hanno sfilato in mattinata per le strade di Napoli per celebrare il Fridays for future Italia in difesa del clima. Tra loro non c’erano però i bambini delle scuole elementari della città che hanno onorato la manifestazione in difesa dell’ambiente durante l’orario scolastico con una lezione speciale tenuta dalle insegnanti. I piccoli studenti hanno così disegnato e preparato cartelloni raffiguranti il mondo con l’aggiunta di cuoricini e la scritta “Salviamo la terra”. L’iniziativa è avvenuta in numerose scuole di Napoli tra cui la Maria Cristina di Savoia nel quartiere Chiaia.
A sfilare in mattinata anche gli alunni dell’Istituto d’Istruzione Secondaria Superiore “F. De Sanctis” che hanno risposto in massa all’appello di Greta Thumberg per celebrare il Fridays for future Italia. La carovana studentesca ha raggiunto questa mattina il corteo della città capoluogo munita di cartelloni e striscioni, per unirsi all’onda verde di Avellino, particolarmente affollata non solo da studenti, ma anche da intere famiglie e comuni cittadini.
L’adesione in massa degli studenti della scuola altirpina al terzo sciopero globale per il clima arriva a pochi giorni dall’annuncio dell’Autorità Scolastica rappresentata dal dirigente Gerardo Cipriano di adottare una politica tesa al ‘Plastic free’, per un graduale azzeramento del consumo del plastica con la sostituzione delle borracce di alluminio in dotazione ad ogni studente dell’istituto. E la stessa dirigenza ha recepito la circolare del Ministero dell’Istruzione in cui si suggeriva la giustificazione dell’assenza dei ragazzi all’orario scolastico per supportare la partecipazione al corteo. “Il De Sanctis sostiene la campagna ambientalista innescata dai giovani e favorisce ogni iniziativa tesa alla sensibilizzazione” ha spiegato il dirigente scolastico Cipriano.
Gli alunni del De Sanctis infatti hanno ingrossato quel fiume verde che ha impegnato l’intero corso Vittorio Emanuele ad Avellino, facendo sentire la propria voce insieme ad altre decine e decine di scolaresche, per denunciare a gran voce l’emergenza ambientale e climatica in corso. Dagli slogan disegnati sugli striscioni a quelli dipinti sui volti, gli studenti hanno chiesto un cambio di passo rispetto alle politiche ambientali, e una maggiore considerazione del futuro del pianeta.
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