A Napoli il degrado lo combattono i cittadini che si auto-governano

Quando fino al giorno prima hai visto rifiuti di ogni genere accumularsi davanti ad un’ex area mercatale da 30 anni abbandonata al degrado, e all’improvviso vedi al posto della spazzatura una veranda in legno con i tavolini a disposizione del ristorante da poco aperto di fronte la struttura, non puoi che urlare al “Miracolo” e iniziare a credere alla magia e al sovrannaturale.

Perché a Napoli da un pò di tempo sta accadendo anche questo. Fenomeni “magici” rappresentati da cose che appaiono al mattino ma che non c’erano la sera prima. E l’aspetto più interessante è che il “trucco” c’è e si vede pure. Il “mago” di turno ha compiuto, oltre che un’azione rivolta alla convenienza per la propria attività commerciale, anche un gesto civico.

Non voglio soffermarmi sulla legittimità di questa piccola pedana eretta nel cuore dei vicoli che compongono il centro di Napoli. Confido nella regolarità dei permessi, delle carte e delle procedure. Voglio concentrare il discorso sulla valenza civica che questa veranda ha rappresentato.

Esatto “CI-VI-CA“, forse al confine con la legalità, ma di sicuro efficace in un aspetto: ha permesso la bonifica e la pulizia di un determinato tratto di strada, impedendo il deposito irregolare e quotidiano di sacchetti di immondizia, spazzatura di ogni genere, rifiuti ingombranti e tanto altro ancora.

Questa struttura in particolare è al centro di una discussione che va avanti da decenni. Uno spazio bello grande che dovrebbe essere restituito ai cittadini e che invece marcisce a causa di incuria e abbandono. Il Comune, a partire dallo scorso febbraio, ha timidamente lanciato qualche iniziativa, ovviamente tutte conclusasi in un nulla di fatto.

Così, soprattutto chi ha attività commerciali – approfittando anche della leva turistica – hanno iniziato ad autogestirsi. Le istituzioni sono assenti? Ci penso io! L’inciviltà delle persone e il mal funzionamento del rispettivo servizio pubblico permettono la crescita di discariche di “monnezza“? Provvedo io!

Ed ecco che camminando tra i vicoli e le piazzette del centro città è possibile ammirare verande, pedane con sedie e tavolini, arredi di ogni genere. Certo, non tutti i locali rispettano gli standard di estetica o logistica corretti, ma molti gestori hanno finanziato di tasca propria i lavori di ristrutturazione della parte di strada che gli compete.

Insomma, è proprio vero che “‘o napulitano si fa sicc ma nun more“. Le difficoltà quotidiane stanno premiando l’inventiva e l’iniziativa di tanti piccoli commercianti. A Napoli, come in tante località, molti cittadini devono fare un pò di tutto per andare avanti. Anche i politici. Fin quando non arriverà il momento di cambiare e smetterla di sopravvivere, per iniziare a vivere.

redazione

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