Tutto è partito dalle dichiarazioni fiscali di tre docenti, accertamenti che la Corte dei conti ha effettuato dal 2012 al 2017. Alla fine è scattata l’indagine della Procura contabile che ha ipotizzato un danno erariale di circa 2 milioni di euro.
Nel mirino le fatture extra istituzionale di tre professori, rispettivamente di medicina, economia e ingegneria. Per gli inquirenti i tre docenti, nonostante fossero a tempo pieno contrattualizzati con l’università, svolgevano attività da liberi professionisti con partita iva.
Il tutto senza alcuna comunicazione all’ente accademico di appartenenza. Ora gli indagati hanno i tempo di depositare le proprie memorie difensive e dovranno rispondere anche di indebita percezione dello stipendio previsto per i dipendenti pubblici con il regime tempo pieno.
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