Lo scorso venerdì ha avuto inizio il piano traffico sviluppato dall’amministrazione cittadina in vista delle Universiadi evento che avrà luogo in Campania dal 3 al 14 luglio.
I cittadini napoletani si sono trovati di fronte ad un centro città completamente rivoluzionato: strade chiuse al traffico, sensi di marcia modificati, vie asfaltate, assenza di strisce pedonali.
Tutte queste novità hanno comportato grandi disagi, non solo alla viabilità e al traffico cittadino, ma anche all’economia del capoluogo partenopeo.
Sono stati tanti i commercianti che hanno segnalato un calo evidente delle proprie attività economiche. A detta loro il nuovo piano traffico, avendo causato caos e disordine, avrebbe disincentivato le persone a recarsi in centro per fare compere e acquisti (fine settimana torrido da trascorrere al mare permettendo).
In una città dalle strade piccole e soffocate dai cantieri e dai mezzi pubblici inesistenti, la viabilità a Napoli era di per sè già problematica. Ma se le responsabilità non sono solo da attribuire ai nostri amministratori, di certo questi ultimi una colpa ce l’hanno: l’aver avviato l’intera organizzazione quasi alla vigilia dell’evento.
Una città che si dice pronta ad ospitare eventi come questo delle Universiadi non può completare la sua organizzazione pochi giorni prima che la kermesse abbia inizio. Soprattutto a Napoli, città che ha bisogno dei suoi tempi per adeguarsi a nuove regole da rispettare e per dar conto ad eserciti di vigili prima d’ora mai visti in strada.
Quindi dall’anarchia si è passati ad un improvviso rigore non accompagnato dai dovuti servizi. Tutto ciò stritola i cittadini napoletani già asfissiati da questo forte caldo. Ma non tutto è visto in chiave negativa. L’Universiade è un grande evento, un’iniziativa importante per la città.
Di sicuro la manifestazione conferirà grande visibilità mediatica a Napoli ma anche un certo indotto economico. Ad esultare sono stati soprattutto gli albergatori e i gestori di b&b e case vacanze. Molti di essi, in questi giorni, hanno fatto registrare quasi il tutto esaurito.
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