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Blitz contro l’Alleanza di Secondigliano, in fuga la boss Maria Licciardi ‘a Piccerella

Maxi operazione delle forze dell’ordine questa mattina che ha praticamente smantellato il noto cartello conosciuto come l’Alleanza di Secondigliano. Del sodalizio fanno parte i clan ContiniLicciardiMallardo.

L’operazione denominata Cartagena ed eseguita nella notte dai carabinieri del Ros e del Comando Provinciale di Napoli (al termine di una elaborata attività investigativa coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia  (DDA) della Procura partenopea) ha portato all’arresto di 126 persone di cui 89 in carcere.

Ma tra le persone finite in manette manca all’appello proprio la madrina dell’organizzazione: Maria Licciardi alias ‘a Piccerella. La donna che non è stata trovata presso il suo domicilio, è al momento ricercata. In merito al super blitz, sono queste le dichiarazioni del capo Procuratore Giovanni Melillo:

Si tratta di un cartello camorristico che ha la stessa mentalità dei Casalesi e del clan Alfieri, nati dopo la faida con Cutolo. Ha le mani sulla città di Napoli, controlla numerose imprese o direttamente o tramite prestanome. Ogni gruppo ha ampi margini di operatività ma c’è una gerarchia a monte. Si ricorre solo in casi estremi all’omicidio. Estorsioni a tappeto ma in questi anni non è arrivata alcuna denuncia all’autorità giudiziaria. Una delle attività principali dell’Alleanza di Secondigliano è quella delle truffe assicurative, facilitate anche dal controllo dell’ospedale San Giovanni Bosco. L’operazione dà seguito a quella del 2014 che colpì soprattutto il clan Contini. Sono stati documentati incontri al vertice del cartello mafioso, registrate logiche e ruoli attraverso i quali è stata acclarata la capacità di coordinamento di questo cartello criminale. Ai domiciliari, Francesco Mallardo, assunse direttamente il controllo del sodalizio in passato. La dimensione affaristica al momento non è ancora quantificabile. Il sistema di finanziamento è tanto banale quanto altamente sofisticato. Una delle tecniche è quella di finanziare imprenditori per ottenere assegni in cambio che poi venivano ceduti ad altri imprenditori creando questa sorta di vortice. Il tutto avveniva senza alcuna denuncia, nella più totale omertà“.

di Ciro Cuozzo

Maria Licciardi
La conferenza stampa in Procura
redazione

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