Il lungomare della monnezza: l’insuccesso dell’ordinanza plastic free

L’ordinanza plastic free del lungomare di Napoli era, nel marzo scorso, un vanto per la città partenopea, uno dei primi capoluoghi marittimi ad aver reagito con prontezza ai numerosi disastri ambientali provocati dall’abuso di plastica lungo le coste. A distanza di soli due mesi dall’attivazione si è registrato già il flop dell’ordinanza. Il lungomare è ancora inondato da rifiuti in plastica e monnezza lungo tutta via Caracciolo, così come documentano le foto che stanno circolando nel web.

Un’enorme distesa di bottiglie, piatti e bicchieri di plastica occupa tutto il lungomare cittadino, una delle più affascinanti passeggiate della città di Napoli, scatenando l’ira dei cittadini che riponevano grosse speranze nell’ordinanza plastic free. Ma a quanto pare, il decreto non ha mai avuto l’effetto desiderato fin dai primi giorni di vita. Durante i fine settimana, infatti, venditori abusivi, turisti e napoletani non rispettano minimamente il divieto di far circolare prodotti di plastica lungo la costa del Golfo di Napoli. Il problema più grande è tenere sotto controllo i venditori (regolari e non) che hanno i loro prodotti in contenitori di plastica che poi i cittadini e i turisti consumano sugli scogli del lungomare, senza però curarsi di gettarli subito dopo.

Simbolo di questo inquinamento è la famosa Mappatella Beach, presa d’assalto in questi primi giorni di caldo estremo e che a fine giornata si trasforma in un tappeto di rifiuti che attira i gabbiani in cerca di cibo. Sono tutte immagini tristi per il Comune di Napoli, che non riesce a tenere a bada, attraverso una stretta sorveglianza, i trasgressori alla norma. Pochi infatti i vigili in azione sul lungomare.

A quanto pare, nonostante la multa fino a 500 euro prevista per chi trasgredisce, nessuno viene in effetti sanzionato, eccezion fatta per i primi giorni dall’entrate in vigore dell’ordinanza. Il tutto ai danni dei commercianti più onesti che stanno rispettando la norma e si sono adeguati sostituendo la plastica con stoviglie in carta e legno. Con l’aggiunta del primo caldo poi la situazione si fa ancora più indecorosa e lascia perplessi coloro che stanno combattendo giorno dopo giorno contro l’inquinamento ambientale.

Claudia Coppola

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