La storia di Roberto Carlino, il cervellone napoletano che ha conquistato la Nasa

Si chiama Astrobee il progetto ideato dalla NASA per costruire robot che aiuteranno a gestire la futura stazione orbitante attorno alla Luna (Lunar Orbital Platform-Gateway), che secondo le previsioni sarà lanciata nello spazio nel 2022. Un ambizioso piano che è anche un po’ napoletano: dell’équipe di 20 individui che hanno costruito i robot prototipo fa parte anche un giovanissimo ingegnere partenopeo, Roberto Carlino, che compirà 30 anni proprio quest’anno e che da ben 4 anni e mezzo lavora per la NASA in California.

Roberto proviene da una famiglia di medici, ma ha preferito prendere una strada diversa e si è laureato all’Università Federico II di Napoli in Ingegneria Aerospaziale con 110 e lode. “Dopo la laurea – ha raccontato il giovane al Corriere del Mezzogiorno – ho fatto quello che fanno tutti i ragazzi, ho iniziato a inviare il mio curriculum ovunque: all’Agenzia spaziale italiana, alla Thales Alenia Space, al Centro italiano ricerche aerospaziali. Nella maggior parte dei casi non ho neanche avuto una risposta, nessuno ha voluto concedermi un colloquio”.

Poi, la svolta: un master che gli ha dato la possibilità di dare prova del suo talento. “Assieme ad uno dei professori riuscimmo ad organizzare un viaggio per visitare le più importanti aziende spaziali americane, tra cui la Nasa in California. Oltre a visitare i centri spaziali, presentammo anche un progetto per una missione spaziale a cui avevamo lavorato durante il master. Alla Nasa ne rimasero molto colpiti”. Ma neanche questo era abbastanza per le aziende italiane e così, racconta Roberto, “provai l’impossibile. Mandai il curriculum alla Nasa, alle stesse persone che avevano assistito alla mia presentazione. Qualche settimana prima della fine del tirocinio ricevetti l’e-mail più importante della mia vita la conferma che mi avevano accettato per un tirocinio di 6 mesi alla Nasa con uno stipendio di 3.750 dollari, in Italia lavoravo gratis”.

I robot che Roberto ha aiutato a costruire sono indispensabili poiché costituiscono la base su cui verranno realizzati tutti gli altri robot del progetto Astrobee. I tre prototipi si chiamano Bumble, Honey e Queen: due sono stati già inviati nello spazio, mentre l’ultimo, Bumble, ha ultimato i test preliminari nella stazione spaziale grazie alla collaborazione dell’astronauta Anne McClain, e sarà lanciato in orbita questo luglio. I robot potranno essere usati in diversi ambiti, come propulsione, robotica e intelligenza artificiale.

Ciro Cuozzo

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