Le strade della provincia di Napoli sono le più pericolose d’Italia e persino d’Europa per numero e gravità di incidenti stradali. È quanto emerge dai dati forniti dall’Aci Istat, che ha evidenziato come solo nel 2017 su circa 520 km di strada ci siano stati ben 22 morti e 435 feriti. Le statistiche indicano anche che gli incidenti sono in aumento dell’11,8%, i feriti del 7% e i morti addirittura del 220%.
Dati che lasciano a bocca aperta e che portano all’attenzione un problema, quello della viabilità, che necessita di una soluzione efficace. “Non siamo sognatori – sono le parole del segretario generale dell’Aci, Gerardo Capozza – bisogna creare le condizioni per evitare queste stragi sulle strade, noi stiamo lavorando con la Apple Academy per mettere a punto migliori sistemi di sicurezza all’interno delle auto”.
Soltanto Napoli e provincia, secondo quanto denuncia l’Aci, ha une media di 14 incidenti al giorno con 20 feriti e circa 2 morti a settimana; solo nel 2017 si è toccata la cifra record di 95 morti e più di 7000 feriti. La fascia d’età più a rischio è quella dei giovani sotto i 30 anni (26% delle vittime), mentre i responsabili degli incidenti sono soprattutto – e prevedibilmente – conducenti incauti distratti dall’uso del telefono. Anche sul profilo economico i numeri fanno accapponare la pelle: si parla infatti di un costo sociale annuo di 560 milioni di euro spesi in cure per i feriti. “Si tratta di una vera e propria guerra che dobbiamo vincere con il contributo di tutti, il codice della strada è l’unico a prevedere per la mancata osservanza delle sue norme anche la pena di morte per se stessi e per gli altri” ha spiegato il presidente dell’Automobile Club Napoli, Antonio Coppola.
I risultati delle analisi dell’Aci sono stati resi noti nel corso dell’annuale campagna di sicurezza promossa dall’Automobile Club Napoli e la Diocesi, durante la quale sono stati tenuti una serie di incontri tra alcuni esperti dell’Aci e quasi quattromila studenti di 141 istituti campani, i quali poi hanno espresso il loro punto di vista sulla questione con poesie, canzoni e video prodotti da loro. “Bisogna rispondere colpo si colpo con pene brevi ma effettive – ha affermato il procuratore generale Luigi Riello – è una battaglia da vincere per il bene di tutti noi, genitori e figli”.
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