Ormai vi sono fratture che sembrano insanabili tra la SSC Napoli parte della tifoseria azzurra e all’interno stesso dell’ambiente napoletano. Ultrà contro il club presieduto da Aurelio De Laurentiis e tifosi spaccati in due fronti: “aziendalisti” e “papponisti”.
Il culmine dell’intera vicenda si è avuto ieri attraverso due episodi. Il primo che si è visto in campo dopo la fine della partita tra il Napoli e il Frosinone. Per l’occasione gli ultrà andati in trasferta hanno rifiutato la maglia lanciata da Callejon.
Il secondo ha avuto luogo in città nella tarda serata di ieri. Sono infatti apparsi due striscioni, uno a via Marina e l’altro sotto il portico della chiesa in piazza del Plebiscito, con lo stesso testo d’accusa contro De Laurentiis.
Le parole scelte dagli ultrà della curva B hanno chiamato in causa anche l’allenatore Carlo Ancelotti. Sulla vicenda, nonostante non sia stato riscontrato nessun reato, sta indagando la Digos. Secondo quanto riportato da Il Mattino, gli inquirenti si sarebbero chiesti come sia stato possibile che uno striscione del genere sia stato messo a due passi dalla Prefettura senza che nessuno si sia accorto di nulla.
LO STRISCIONE –
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