Si lancia nel vuoto dal terzo piano del Santobono: donna bloccata e salvata dalla croce rossa

Una donna di nazionalità brasiliana ha tentato di lanciarsi nel vuoto da una finestra al terzo piano dell’ospedale Santobono di Napoli ma è stata salvata dal provvidenziale intervenuto del personale della croce rossa, che è riuscito a placcarla e, supportato dall’aiuto delle guardie giurate in servizio in ospedale, a metterla in salvo.

E’ quanto accaduto domenica nell’ospedale pediatrico presente al Vomero. La donna si trovava lì per assistere il figlio ricoverato nel reparto di ortopedia in seguito a una frattura. Poi il tentativo di suicidio sventato in extremis. A riportare la notizia, con qualche imprecisione (non è stato il marito a salvarla) è il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli, componente della commissione Sanità.

La madre di un piccolo paziente ricoverato all’ospedale Santobono di Napoli ha tentato di suicidarsi provando a gettarsi dal terzo piano, dov’è ubicato il reparto di ortopedia. In preda a un raptus la donna si è improvvisamente proiettata all’esterno della finestra rimanendo pericolosamente in bilico. Grazie al gesto eroico del marito, aiutato da alcune guardie giurate accorse subito sul posto insieme al personale infermieristico, che ha afferrato la donna per un braccio riuscendo a tirarla su mentre penzolava nel vuoto, possiamo parlare di una storia a lieto fine. Spetterà alle autorità sanitarie e alle forze dell’ordine accertare quale motivazione sia stata alla base di un gesto così disperato ma nel frattempo voglio complimentarmi con tutti coloro che hanno contribuito a questo straordinario salvataggio”. Lo ha reso noto il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, componente della commissione Sanità.

“La donna assisteva il figlio ricoverato presso il reparto di ortopedia per una banale frattura – ha precisato il primario del Pronto soccorso Vincenzo Tipo – e nulla lasciava presagire un simile comportamento. Le stesse condizioni del figlio non destano alcuna preoccupazione nel personale che lo ha in cura. Per fortuna il marito, con l’aiuto delle nostre guardie giurate e del personale presente nella stanza in quei tragici momenti, è riuscito ad afferrarla al volo riportandola dentro. Uno splendido esempio di solidarietà umana e di professionalità del nostro personale insieme a tutti i presenti in quella stanza”.

redazione

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