Il concertone della Festa del Primo Maggio, la Festa del lavoro e dei lavoratori, torna a piazza Dante a riconferma che Napoli parla un’altra lingua, quella dell’accoglienza, della tutela ambientale, dei diritti delle donne, del lavoro. Razzismo, intolleranza, ostilità contro i poveri, chi vuole donne sottomesse, chiuse in casa, chi esige un’idea di famiglia ipocrita a tutti i costi a discapito delle persone non sono i benvenuti.
Come fu per il 2017 anche quest’anno l’evento nasce sotto la bandiera degli artisti, musicisti con a cuore le storie di resistenza e di riscatto che provengono da Napoli e da ogni posto del mondo e che per l’occasione lanciano un appello a tutti coloro che vogliono aiutarli a realizzare una giornata di festa che però ponga un solco con le politiche governative. Tra i primi firmatari dell’appello i Terroni Uniti, gli stessi che due anni fa organizzarono il concerto a Pontida, nel feudo della Lega Nord, Luca Persico detto ‘O Zulù, Massimo Jovine dei 99 Posse, e tantissimi altri che saranno svelati nelle prossime ore.
“In un paese sempre più traghettato verso la xenofobia, le differenze di classe, verso l’autonomia regionale, che altro non farà che peggiorare in tutto il Sud i servizi essenziali, in un paese in cui la salute pubblica è messa a repentaglio così come l’ambiente in cui viviamo è ancor più importante che in una data simbolica per la storia dell’emancipazione e la conquista dei diritti come il Primo Maggio si parli una lingua diversa” scrivono i promotori nel loro appello. “In un paese dove qualcuno prova a insegnare indifferenza, ignoranza e odio, Napoli deve far valere la sua irriducibilità e la sua eccezionalità, deve parlare un’altra lingua, che ha nel suo vocabolario parole come solidarietà, sviluppo sostenibile, pari diritti e dignità a scuola, sul lavoro, al di là delle differenze di genere e colore della pelle” prosegue l’appello degli artisti. In un paese in cui per accrescere il consenso si parla ai peggiori istinti dei cittadini, si sacrificano cinicamente vite umane, libertà, diritti acquisiti, la piazza napoletana può dare dimostrazione che un altro modo di “stare insieme” esiste e si ottiene riconoscendosi in un’unica comunità che parla la stessa lingua, un’altra lingua”.
“La piazza di Napoli deve essere un grido di orgoglio e resistenza” questo è il messaggio del concerto del 1°Maggio a Napoli. L’appello degli artisti per l’evento nasce anche dalla voglia di sinergia e di collegamento con altre piazze che parleranno lo stesso linguaggio, come quella, oramai storica, di Taranto. I due concerti infatti saranno gemellati in un ponte ideale che legherà i due eventi.
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