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Anna, la piccola napoletana diventa Alfiere della Repubblica e fa una promessa

Ha 12 anni Anna Balbi ed è di San Giovanni a Teduccio, un quartiere di Napoli spesso al centro della cronaca nera. E’ un posto difficile quello nel quale è nata e cresciuta la ragazzina, ma lei oggi diventa l’esempio di riscatto del quartiere. Il 13 marzo la piccola sarà infatti insignita dal Presidente della Repubblica al Quirinale del titolo di Alfiere della Repubblica. E’ figlia di un panettiere e una casalinga, una ragazzina normale che ascolta le canzoni di Ultimo ed è fan del duo di Youtuber Valespo, ma ha un grande cuore.

Insieme ad altri 28 ragazzini di età inferiore ai 18 anni, Anna riceverà un premio per essersi distinti con attività di volontariato. La 12enne si occupa della mensa per i poveri e gli anziani, ha pulito le spiagge con l’associazione Libera e il Wwf. La sua richiesta per il presidente è molto semplice: “Presidente Mattarella, aiutami a combattere per portare l’istruzione nel mio quartiere a San Giovanni a Teduccio, vedo tanti ragazzini della mia età che non vanno a scuola. Dobbiamo impegnarci tutti per le periferie di Napoli”.

“Spesso vengo criticata dai miei coetanei perché non mi sto mai zitta – racconta a Repubblica – non posso vedere le ingiustizie. Mi hanno criticato anche quando ho difeso un bambino con difficoltà che veniva preso in giro. I bulli alla fine sono ragazzi più deboli perché non comprendendo il loro dolore e lo trasformano solo in rabbia. Invece il dolore è un’emozione da condividere con gli altri e non da accumulare”.

“Voglio fare il medico per i più piccoli e le famiglie di chi non ce la fa – spiega- e a chi non potrà pagare, nel mio studio, offrirò cure gratis. La salute non è solo un diritto del cittadino come dice la Costituzione, io lo sento proprio come un dovere della collettività verso gli altri. Non voglio lasciare la città, come fanno tutti. Qui a Napoli siamo sottovalutati, è difficile che medici o ingegneri bravi e giovani scelgano di rimanere qui, si trasferiscono: così il Sud diventa più brutto. Della mia città mi piace la storia, la Napoli angioina, aragonese, i monumenti, ma non mi piace la mancanza di voglia delle persone di migliorare, la sporcizia nelle strade e le persone che scelgono una vita criminale, pericolosa, che poi sono quasi sempre non istruite e quindi non si sono potute scegliere il futuro. Dirò anche questo al Capo dello Stato”.

 

Fabiana Coppola

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