Camorra, bimbi coinvolti nello spaccio. I consigli al patrigno: “Non ti mettere qui”

Sfruttavano ragazzini di età inferiore ai 14 anni per vendere sostanze stupefacenti: è quanto scoperto dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Torre Annunziata che nei giorni scorsi hanno arrestato 12 persone per traffico e spaccio di droga. Tra questi i fratelli Giovanni ed Enzo Gravino e la loro madre, Patrizia Ariosto, la compagna di Giovanni, Maria Pina Sartori e la zia di ques’ultima, Anna Sartori.

L’ INDAGINE – Grazie ad alcune intercettazioni telefoniche che risalgono al 2015 è stato possibile individuare il traffico di cocaina il cui “centro organizzativo” era l’abitazione della coppia a Ponticelli, luogo in cui la sostanza era custodita e confezionata e in cui gli acquirenti si recavano per l’acquisto. Il prodotto veniva confezionato in “pallini” da 0.2, 0.5 e 0.8 grammi, venduti ad un prezzo compreso tra i 55 e i 60 euro al grammo. Una vera e propria “impresa familiare”, insomma, dove ogni membro dava il proprio contributo.

Alcune conversazioni tra Giovanni Gravino e il fratello Enzo hanno evidenziato che Gravino non si faceva scrupoli ad utilizzare la figlia di Sartori -allora tredicenne- come corriere. La ragazzina, ora affidata alla zia, era del tutto consapevole di ciò che stava facendo, e dava persino delle dritte a Gravino per evitare che fosse scoperto. Il pm della Direzione Distrettuale Antimafia, Alessandra Converso contesta al 39enne l’aggravante di aver indotto a commettere un reato un minore di 14 anni, che quindi non è imputabile.

Le indagini sul traffico di droga sono partite in maniera casuale: gli agenti infatti stavano indagando su alcune persone per identificare l’assassino del 75enne Mariano Bottari, ucciso a Portici  il 28 luglio 2014. Attraverso intercettazioni telefoniche è emerso il nome di Giovanni Gravino, agli arresti domiciliari al momento del delitto, che secondo alcune ipotesi potrebbe essere stato coinvolto nella rapina culminata poi nell’omicidio di Bottari.

Così come scrive Titti Beneduce sul Corriere del Mezzogiorno, durante lo spaccio, la tredicenne, che chiameremo Anna, canta.

Questa l’intercettazione finita agli atti:

Giovanni : «Prendimi prima il coso a me e poi ti prendi la roba e te ne sali».

Anna : «Stiamo aspettando l’uovo».

Giovanni : «Ah!».

Anna : «Lo hai detto che…»

Giovanni : «Prendi solo il coso a me e poi te ne sali. Che hai detto?».

Anna : «Qui dentro, non ti mettere qui!».

Giovanni : «Ah?».

Anna : «Non ti mettere qui!».

 

Elisabetta Fasanaro

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