Ultimo aggiornamento giovedì, 21 marzo 2019 - 13:37

“C’è Salvini, devi morire in galera”, condannati tre carabinieri: false accuse di terrorismo a migrante

Cronaca
10 Gennaio 2019 22:10 Di redazione
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Inventarono false prove per arrestare un migrante di nazionalità ghanese, spacciato per terrorista, al fine di ottenere un encomio dall’Arma e, soprattutto, per nascondere altre presunte attività illecite che commettevano nella loro zona di competenza (Varcaturo, Licola e più in generale il comune di Giugliano), come chiedere il pizzo alle prostitute e consumare con le stesse rapporti sessuali senza pagare.

Sono stati condannati, nell’ambito del processo con rito abbreviato (che prevede uno sconto fino a un terzo della pena), a nove anni di carcere i tre carabinieri in servizio fino a pochi mesi fa presso la Compagnia di Giugliano in Campania, arrestati nel giugno del 2018. Si tratta di Castrese Verde, 46enne di Quarto, Giuseppe D’Aniello, 50enne di Teverola (Caserta) e Amedeo Luongo, 49enne di Acerra. La sentenza del giudice per le indagini preliminari Antonino Santoro del Tribunale di Napoli Nord è arrivata in serata

I tre, già sospesi dai carabinieri, inventarono un falso caso di terrorismo, arrestando anche il ghanese Osman pur sapendolo innocente. Lo accusarono di custodire armi clandestine ventilando l’ipotesi di un suo coinvolgimento in attività terroristiche.

Costruirono a tavolino le prove e poi incolparono l’extracomunitario. I carabinieri – che ammisero le loro responsabilità in sede di indagine – sono stati ritenuti colpevoli di falso ideologico, calunnia, arresto illegale, ricettazione, danneggiamento e detenzione e porto illegale di armi clandestine. Assolti invece dall’accusa di rapina.

È finita, è finita, è finita! Devi morire in galera. Tu sei musulmano. Ora Renzi non ci sta più. È arrivato Salvini, ti devo fare un c… così” queste le parole pronunciate dai tre carabinieri al giovane ghanese.

Da sinistra: Amedeo Luongo, Giuseppe D’Aniello e Castrese Verde

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