Dopo l’arresto del fratello Angelo Orlando, avvenuto lo scorso 8 novembre nello “loro” Marano, si è stretto sempre di più il cerchio intorno al super boss del cartello Orlando-Polverino-Nuvoletta che sfuggiva alla cattura dal 2003. Una latitanza durata ben 15 anni quella di Antonio Orlando, 60 anni, detto “Mazzolino” per la sua passione per l’Inter e per Sandro Mazzola.
Quindici anni in cui – sottolineano gli investigatori – Orlando è stato anche all’estero e in altre zone d’Italia grazie a una rete di fiancheggiatori che – strano a dirsi – lo ha lasciato completamente solo quando è scattato il blitz dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna. Ben ottanta i militari entrati in azione nel cuore della notte, tra le 3 e le 4, dopo aver circondando la palazzina di tre piani di Mugnano, comune confinante con Marano.
All’ultimo piano c’era l’appartamento con mansarda dove si rifugiava “Mazzolino”. Il boss era da solo e non ha potuto sfruttare una botola rifugio perché per chiuderla occorreva l’aiuto di un’altra persona. Un blitz che ha colto tutti di sorpresa, non consentendo alla rete dei fiancheggiatori di Orlando di entrare in azione. Stando però all’arredamento, al cibo e agli accessori presenti nell’abitazione (tapis roulant, sauna, maxischermo, alimenti e vini pregiati), non è sbagliato ipotizzare che il 60enne capo della cosca affiliata in passato alla mafia siciliana si trovasse in quel covo d’oro già da diverso tempo.
Forse è per questo che non aveva bisogno di persone a supporto. Pensava di trovarsi in una botte di ferro Orlando, a poca distanza da casa sua e del clan che gestiva anche durante la latitanza. Non aveva fatto però i conti con le indagini condotte dai carabinieri e dalla Direzione Distrettuale Antimafia che dopo l’arresto del fratello Angelo Orlando (in carcere da anni c’è il fratello maggiore Raffaele detto “Papele”) hanno deciso di dare una repentina accelerata alle ricerche di uno dei 100 latitanti più pericolosi d’Italia.
Singolare, in tal senso, è l’esultanza dei carabinieri al rientro alla base. Cori, clacson e abbracci per salutare la cattura della primula rossa. Orlando era il boss napoletano ricercato da più tempo. Dopo di lui c’è Marco Di Lauro, quarto figlio di Ciruzzo ‘o milionario, che sfugge alla giustizia dal 2005.
ARRESTO ORLANDO, IL VIDEO DELL’ESULTANZA DEI CARABINIERI
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