Condannato a morte perché avrebbe voluto cambiare vita e abbandonare il clan dei Casalesi fazione Bidognetti. Così il 31 agosto 1990, Domenico Motti è stato ucciso dai colpi della camorra. Per l’esattezza esplosi da una Beretta 9×21 in dotazione alle forze dell’ordine e da una 7,65.
Per il delitto è stato condannato il 46enne Luigi Coscione che deve espiare una pena residua di 17 anni e tre mesi di reclusione. Per questo la procura ha emesso a suo carico un’ordinanza di custodia cautelare in carcere eseguita oggi dalla polizia.
Una svolta alle indagini è stata fornita dalle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Francesco Della Corte e Francesco Cantone, entrambi ex affiliati del clan dei Casalesi. Il corpo della vittima fu ritrovato in una strada interpoderale di Carinaro.
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