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Minacce a guida napoletana al Nord per razzismo: “Ho dovuto smettere”

La storia di Stefana Castiglione è davvero raccapricciante perché raccontare di razzismo Nord-Sud nel 2018 è piuttosto imbarazzzante. Stefania tre anni fa si è trasferita a Monza per fare il suo lavoro, la guida turistica, e con eccellenza è riuscita a far emergere luoghi e percorsi sconosciuti agli stessi monzesi, acquisendo anche il sostegno dell’assessore alla cultura di Monza. Tutto questo però non è bastato, il razzismo ha avuto la meglio e qualcuno non ha potuto tollerare il fatto che la donna fosse di origine partenopea.

Stefania, insieme all’assessore, ha condiviso anche l’idea di un progetto di rilancio di sviluppo turistico e a quel punto, nonostante i tanti sostenitori, gli “haters” hanno avuto la meglio incrementando i messaggi di odio e le minacce. Lo scopo? Far smettere a quella guida del Sud di lavorare con passione al Nord.

La donna a quel punto i è trovata di fronte a una scelta: continuare a subire minacce oppure andare via. Dopo aver fatto il punto della situazione e considerato il fatto di essere in primis una mamma che deve proteggere le sue bambine, Stefania ha scelto di far vincere chi le stava rendendo la vita impossibile.

Una guida turistica napoletana ha deciso di chiudere la sua attività perché stanca delle minacce e degli insulti a sfondo razziale“. A denunciarlo è il consigliere regionale campano dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, e lo speaker Gianni Simioli de La radiazza di RadioMarte che hanno raccolto lo sfogo di Stefania:

“Sono stata costretta a lasciare l’attività e, fino a oggi, mi stanno dando pieno sostegno tanti napoletani che vivono a Monza, ma non posso continuare”.

“Il sindaco di Monza e l’assessore alla cultura della città brianzola dimostrino, con i fatti, che la loro solidarietà a Stefania Castiglione è concreta e non solo di facciata, chiedendo a tutte le strutture che hanno chiuso le porte in faccia alla guida napoletana e alla sua associazione di riaprirle immediatamente” hanno aggiunto Borrelli e Simioli per i quali “il clima di violenza che si sta creando in Italia porta anche conseguenze del genere e tanti napoletani che vanno al Nord per lavorare si ritrovano a dover fare i conti con il razzismo come successo a Stefania”.

Il paradosso di questa vicenda è che da una parte abbiamo alcuni imprenditori come Brambilla che accusano i napoletani di non voler fare nulla perché antropologicamente refrattari al lavoro e al pagamento delle tasse e dall’altra quando una donna di Napoli lavora con successo al Nord viene minacciata e costretta a chiudere l’attività per motivi razziali” hanno concluso Borrelli e Simioli.

Fabiana Coppola

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