Tradizioni

DAZN, ecco le prime denunce dei consumatori

I problemi causati agli utenti registrati su DAZN durante la messa in onda delle partite di Serie A in occasione dell’inizio di stagione, hanno provocato una marea di polemiche nei confronti della piattaforma britannica.

Infatti, la scarsa qualità dello streaming, i ritardi e il blocco del segnale, hanno scatenato la furia dei tifosi collegati su internet per assistere al match della propria squadra del cuore. Di conseguenza i consumatori attraverso le dovute associazioni hanno deciso di denunciare DAZN.

Segnale in ritardo, interruzioni e immagini sgranate. Anche la seconda giornata ha confermato, purtroppo, i tanti problemi che affliggono il servizio di Dazn, la nuova piattaforma televisiva necessaria per vedere alcune partite di serie A per pratiche commerciali scorrette e pubblicità ingannevole. Il disorientamento e l’arrabbiatura di gran parte dei clienti Sky e Premium, che in larga parte si sono sentiti defraudati dal nuovo assetto dei diritti tv. La condotta di sky e Dazn è scorretta ai sensi del Codice del Consumo in quanto “esercita un indebito condizionamento sul tifoso ad aderire a ben due abbonamenti con un esborso maggiore in termini di denaro e ad usufruire comunque di un servizio di pessima qualità. L’Associazione non può tacere la condotta commerciale scorretta posta in essere da Dazn, che si fa pagare 9,90 euro al mese per rendere un servizio scadente: le partite trasmesse sono continuamente interrotte anche per chi ha la connessione con fibra ottica. Dal canto suo Sky pone in essere una condotta scorretta in quanto costringe gli utenti a pagare l’abbonamento per la Serie A allo stesso prezzo della scorsa stagione calcistica, non garantendo la trasmissione di tutto il campionato e non dichiarando sin da subito quali sono le partite che non verranno trasmesse. Attraverso il reclamo inoltrato in queste ore alla Lega Serie A e all’Antitrust chiediamo un immediato intervento al fine di creare condizioni più eque per tutti i consumatori”, questa la denuncia del Codacons all’Antitrust.

Anche l’associazione Altroconsumo ha chiesto ad AgCom e Antitrust di “approfondire la vicenda del mercato dei diritti tv per garantire l’interesse dei consumatori, a fronte della promessa di un’evoluzione tecnologica e una maggiore concorrenza. È inaccettabile che il consumatore sia costretto a pagare di più senza avere in cambio un adeguato servizio”.

redazione

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