Scampia

Omicidio di camorra del 2011, i carabinieri hanno arrestato i responsabili

Nella giornata di ieri è stata data esecuzione, da parte dei Carabinieri della Compagnia di Castello di Cisterna, ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa, su richiesta della DDA (Direzione Distrettuale Antimafia) di Napoli dal GIP (Giudice per le indagini preliminari) del Tribunale di Napoli, per i reati di omicidio e porto abusivo di arma da fuoco commessi con l’aggravante delle finalità mafiose, nei confronti di 2 soggetti uno dei quali già detenuto in carcere per altri reati.

Le indagini hanno per oggetto l’omicidio avvenuto il 22 gennaio 2011 a Castello di Cisterna (in provincia di Napoli) ai danni di Corrado Nunneri (oggetto già ritenuto vicino a diversi clan camorristici locali) e attinente lo scontro armato che c’era fra fazioni che si contendevano il controllo delle piazze di spaccio nella zona di Castello di Cisterna ed in particolare della zona della “Cisternina”.

A finire in manette è stato Salvatore Scappaticcio, 37 anni ritenuto l’esecutore materiale del delitto. In casa sua, in seguito ad una perquisizione, i militari hanno trovato 3mila euro in contanti probabilmente derivanti da diverse attività illecite. Con lui è stato arrestato il 51enne Maio Ischero, sospettato di essere l’autista dell’auto utilizzata per raggiungere e uccidere Nunneri.

I gravi indizi in ordine alla responsabilità dei soggetti oggi tratti in arresto sono costituite dalle dichiarazioni e dai relativi riscontri acquisiti dagli organi inquirenti, di più collaboratori di giustizia appartenenti a diversi clan camorristici di Napoli e della provincia che a vario titolo erano entrati in contatto con le fazioni in lotta sul territorio di Castello di Cisterna in particolare fornendo appoggio ai killer che avevano eseguito l’omicidio.

Lo scenario ha visto scontrarsi tra loro il gruppo criminale dei D’Ambrosio, appoggiati dagli Stolder – Ferraiuolo di Forcella, e gli Ianuale – Di Lorenzo sostenuti invece dal clan Lo Russo. In palio il controllo della base di spaccio più grande e redditizia di Castello di Cisterna, la “219” sita presso la Cisternina.

 

Nei riquadri in alto da destra, Mario Ischero e Salvatore Scappaticcio
redazione

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