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Da Napoli per cambiare la RAI, la mobilitazione sul web con #laRAIchevorrei

Oltre 30mila le persone coinvolte, attraverso flash mob, video, foto, mailbombing e post di adesione sui social network. Tutte hanno unito le loro voci per chiedere ai Parlamentari di votare i futuri consiglieri del Consiglio di amministrazione Rai per merito e competenze, fuori dalle logiche partitocratiche.

L’appello alla mobilitazione è partito da Napoli lo scorso 5 giugno con l’hashtag #laRAIchevorrei lanciato dal candidato indipendente Luca Mattiucci. Giornalista e manager, 36 anni, da 15 anni al lavoro in città sui temi del sociale, della legalità e dei diritti, che ha deciso di coinvolgere esperti, telespettatori e semplici cittadini nella scrittura di un programma per il rinnovamento di Viale Mazzini partendo proprio dai consigli e i desideri di chi paga il canone.

“Un cambiamento che deve avere come protagonista il Mezzogiorno. Significa fare informazione partendo dai territori e rompere una volta e per tutte l’idea che il Sud sia il fanalino di coda del Belpaese. Qui si moltiplicano buone pratiche ed esempi civici che sono esportabili, ma che troppo spesso non vengono raccontati. Rimettiamo al centro del dibattito lo sviluppo di un meridione che ha voglia di emergere e ha le competenze per farlo, anche questo vuol dire fare servizio pubblico”, spiega Mattiucci. “Una RAI che fa cultura e che sa stare sul mercato restituendo ai cittadini un servizio pubblico indipendente dai partiti è ciò che persone comuni, associazioni e nomi dello spettacolo e della cultura come Maria Grazia Cucinotta e Erri De Luca, nomi che hanno reso l’Italia amata nel mondo, stanno chiedendo sul web”.

“La Rai deve rinnovarsi davvero con l’innovazione tecnologica per essere leader nella creazione di contenuti con format e linguaggi per il web. Un impegno formativo-informativo che deve che concretamente servire, come ha sottolineato il Presidente della Camera Fico, per ‘costruire una cittadinanza digitale’ e quel ‘lavoro educativo e culturale trasversale a istituzioni e media’ prosegue Mattiucci. La rete rappresenta lo strumento per eccellenza per la partecipazione e, continua il candidato “l’auspicio è che i Deputati possano scegliere davvero in base alle competenze e all’indipendenza. Soprattutto che lo facciano ascoltando le persone che si stanno mobilitando per la RAI di domani, solo così si può pensare a dare valore al servizio pubblico televisivo”.

Idee e proposte dal basso che guardano alla sostenibilità a 360 gradi. Tra gli obiettivi principali: centralità dei Development Goals e inseriti nelle strategie aziendali, welfare aziendale e tutele per dare condizioni paritarie alle donne nei percorsi professionali, accessibilità con ampliamento dell’offerta in LIS, in lingua inglese, di sottotitoli e audiodescrizioni. Insieme all’idea di far devolvere parte del compenso dei consiglieri del CDA a un fondo per le produzioni e il cinema indipendente. “Siamo andati con ragazzi e ragazze giovanissimi davanti Montecitorio perché il Parlamento voti per costruire una RAI che si trasformi in una media company capace di anticipare il futuro. Dalle ultime dichiarazioni del Vicepremier Di Maio è questa la direzione che bisognerebbe prendere. Vedremo se questa sarà davvero occasione di cambiamento o prevarranno le vecchie logiche partitocratiche” conclude Mattiucci.

redazione

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