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Carabinieri arrestati, le accuse choc al migrante: “Ora c’è Salvini, devi morire in galera”

Cronaca
29 Giugno 2018 10:09 Di redazione
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Hanno ammesso le proprie responsabilità e chiesto scusa alla vittima, all’Arma dei carabinieri e all’Italia intera. E’ quanto emerso dall’interrogatorio di garanzia nei confronti dei tre carabinieri della Compagnia di Giugliano (Napoli) finiti in carcere due giorni fa per aver costruito false prove (per ottenere poi un encomio) che hanno portato all’arresto di un cittadino extracomunitario accusato di custodire armi clandestine per finalità di terrorismo internazionale.

Si tratta di Castrese Verde, 46enne di Quarto, Giuseppe D’Aniello, 50enne di Teverola (Caserta) e Amedeo Luongo, 49enne di Acerra. I tre sono stati immediatamente sospesi dai carabinieri.

La vittima si chiama Osman, un ragazzo di nazionalità ghanese. A Repubblica ha raccontato l’incubo vissuto, fortunatamente, per poche ore. “È finita, è finita, è finita! Devi morire in galera. Tu sei musulmano. Ora Renzi non ci sta più. È arrivato Salvini, ti devo fare un c… così”.

Adesso Osman, insieme al suo avvocato Luciano Santoianni, sta preparando la denuncia che presenterà presto alla procura di Napoli Nord contro i tre carabinieri, due sottufficiali e un appuntato, che attualmente si trovano nel penitenziario di Santa Maria Capua Vetere.

“Hanno scassato tutta la casa con una mazza – dice Osman – me li sono visti addosso all’improvviso e mi hanno portato dietro l’abitazione dove hanno fatto finta di ritrovare una pistola. Hanno cominciato a inveire contro di me. “Ma quella pistola non è mia l’avete messa voi”, gli ho detto. Ho cercato di urlare. Di fronte a noi abita un maresciallo e così ho cominciato a chiamarlo ad alta voce. Ma loro mi hanno bloccato”.

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