Il calendario venatorio 2018-2019, le date in cui è consentito cacciare

La Giunta regionale della Campania ha approvato il calendario venatorio 2018-2019 che stabilisce i periodi in cui è possibile, per ciascuna delle specie ammesse, lo svolgimento dell’attività venatoria.

L’inizio è fissato per il 16 settembre, anticipato al 1° settembre nella modalità dell’appostamento temporaneo, per i corvidi, la gazza, la ghiandaia, il merlo e la cornacchia grigia e nera. La stagione si concluderà il 31 gennaio 2019, termine prorogato al 10 febbraio per i soli corvidi. Tra le novità, la limitazione del prelievo per gli anatidi, tra cui la pavoncella, e la sospensione, in via precauzionale, dell’attività venatoria per il moriglione.

Franco Alfieri, capo della segreteria del Presidente De Luca, ha dichiarato:
Sono due le principali novità introdotte in questo calendario. Innanzitutto, abbiamo espressamente richiamato i criteri di gestione obbligatori, individuati dalla normativa comunitaria e recepiti da una recente delibera regionale, cui le aziende agricole beneficiarie di pagamenti o premi dell’Ue sono chiamate ad attenersi per la salvaguardia dell’aspetto venatorio del paesaggio, oltre a dover garantire il mantenimento del terreno in buone condizioni agronomiche e ambientali”.
Inoltre per consentire ai cacciatori di individuare con maggiore facilità le aree colpite da incendi dove c’è il divieto di caccia, Alfieri aggiunge:
Prima dell’apertura di questa stagione venatoria, sul portale regionale della caccia sarà possibile consultare i dati aggiornati relative alle aree percorse dal fuoco su mappe geografiche territoriali”.

Sono poi state fissate le prescrizioni specifiche per l’attività venatoria nei siti della Rete Natura 2000 presenti in Campania nell’ottica della salvaguardia e tutela di questo straordinario patrimonio ambientale e in attesa che gli enti gestori si dotino dei piani di gestione, la cui redazione e aggiornamento è finalmente possibile grazie ai 5,8 milioni di euro che la Giunta regionale ha stanziato per i siti Natura 2000 che rientrano nelle aree rurali B, C, D del PSR. Nel calendario, inoltre, sono ribadite anche le prescrizioni relative all’impegno ‘volontario’ del cacciatore nella gestione ambientale e faunistica. In altri termini, il cacciatore svolge la funzione di ‘sentinella’ del paesaggio ed è tenuto a segnalare, tra l’altro, gli incendi boschivi, l’abbandono di rifiuti e i principi di frane.
Il lavoro del calendario è stato possibile grazie alla sinergia tra gli uffici regionali e il mondo agricolo, venatorio ed ambientale e del prezioso contributo tecnico-scientifico del Comitato Tecnico Faunistico Venatorio Regionale (CTFVR) e dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA).

redazione

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