Scampia

Incidente ai Quartieri Spagnoli, presente solo un casco: “La vittima forse non lo indossava”

Uno scontro frontale e a velocità sostenuta tra due scooter, entrambi Honda Sh 300, uno dei quali viaggiava contromano. La vittima, Emanuele Esposito, appena 17 anni, è deceduta in seguito ai traumi e alle lesioni riportate. Era in sella al motorino guidato da un amico e pare non indossasse il casco protettivo.

Questa la ricostruzione della sezione Infortunistica della polizia municipale, guidata dal capitano Antonio Muriano, del drammatico incidente avvenuto domenica sera in vico Porta Piccola a Montecalvario, nei Quartieri Spagnoli. Una tragedia degenerata con la folle aggressione agli operatori del 118 della postazione Chiatamone che si trovavano nel parcheggio dell’ospedale dei Pellegrini, nella Pignasecca, dove avevano da poco trasportato una persona infartuata.

Oltre al 17enne deceduto, ci sono stati altri tre feriti, uno dei quali, inizialmente ricoverato in codice rosso, è in netto miglioramento. La ricostruzione della dinamica degli agenti della municipale è stata, tuttavia, assai difficoltosa. “Quando siamo arrivati sul posto la scena era già stata alterata dall’intervento di numerose persone” spiega il capitano Antonio Muriano. “C’è stato uno scontro frontale tra due scooter identici ma nella zona non ci sono telecamere per avere ulteriori dettagli”. Quel che però è stato constatato è la velocità spropositata con la quale viaggiavano i due motorini in una zona come quella dei Quartieri Spagnoli caratterizzata da vicoli stretti che si incrociano tra loro.

L’ambulanza finita nel mirino della folla

Altro particolare sul quale sono in corso accertamenti è quello relativo ai caschi protettivi (non) indossati da alcune persone coinvolte del tragico incidente. “Abbiamo ritrovato solo un casco relativo al motorino dove viaggiava la vittima. Non è detto però uno dei due l’abbia indossato. Gli schizzi di sangue ritrovati vicino al muro e il trauma cranico riportato dal 17enne ci portano a pensare che non indossasse il calcio ma, è giusto precisarlo, non abbiamo ancora la conferma”.

Intanto in un’intervista rilasciata a Repubblica Napoli, il signor Pasquale, l’autista dell’ambulanza del 118 finita nel mirino di un “fiume di persone”, racconta quelle concitate fasi che hanno addirittura portato al tentativo di aggressione del paziente infartuato trasportato poco prima:

“Volevano una lettiga. Quello che ho visto è stato allucinante. Medici e infermieri erano nel panico. Hanno cercato di buttare giù il signore con l’infarto, di scaraventarlo per terra. Erano tanti, irrefrenabili e violenti. Bestemmiavano e urlavano. Per fortuna sono intervenuti gli infermieri, che hanno costretto un ragazzo con la flebo steso su un letto del reparto ad alzarsi e a mettersi su una sedia. A quel punto questa folla inferocita ha preso il letto e l’ha trascinato giù per le scale, dal primo piano di nuovo in cortile. Volevano far entrare il letto nell’ambulanza, ma è molto più largo di una barella. Hanno rotto tutto, danneggiato il portellone. Alla fine il letto è entrato per metà ed è rimasto obliquo, non sarebbe comunque potuto servire».

 

 

 

Ciro Cuozzo

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