Nei riquadri da sinistra il boss Antonio Esposito, i magistrato Luigi Landolfi e la vittima Daniele Panipucci
È stata emessa ieri la sentenza per l’omicidio di Daniele Panipucci, pusher di Maddaloni assassinato nel 2015 per essersi rifiutato di continuare a vendere droga. La Corte d’Assise di Santa Maria Capua Vetere, presieduta da Giovanna Napolitano, ha condannato Antonio Esposito capo dell’omonimo clan e costola del sodalizio storico dei Belforte di Marcianise.
Alla lettura della sentenza si è scatenato il putiferio in aula, con il fratello del boss che ha urlato frasi violente e minacce contro il magistrato della DDA (Direzione Distrettuale Antimafia) Luigi Landolfi titolare del caso. “Cornuto! Ci sei riuscito! Ti taglio la testa!“, queste le parole rivolte al Pm.
Il fratello del boss ha anche mimato il gesto del tagliagole portandosi il pollice sotto il mento. Landolfi è stato in prima linea con le sue indagini nei confronti della malavita egemone nel territorio casertano.
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