Ultimo aggiornamento sabato, 18 agosto 2018 - 16:43

Tempo per il nuovo governo? Per il Paese non ce n’è più

Politica
15 maggio 2018 10:33 Di Dario Curcio
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Di Maio o Salvini purché si dia un reddito di dignità ai cittadini. Salvini o Di Maio basta che mettano la cancellazione della Fornero in calendario. È quello che chiedono i cittadini italiani che per oltre il cinquanta per cento hanno votato Movimento 5 Stelle e Lega alle scorse Politiche, aggiornando il vecchio detto “Francia o Spagna purché se magna“. Agli elettori stellato-leghisti ma anche ai non votanti di quello che è stato ribattezzato il duo-traccheggio, non gliene può fregar di meno del premier terzo o del contratto alla tedesca; dell’opinione degli iscritti alla piattaforma Rosseau o delle scelte dei gazebo padani; di Maurizio Sarri che resta a Napoli o di Gigio Donnarumma che lascia il Milan. Due mesi e mezzo senza aver conclusa un’emerita mazza – ci si passi l’espressione -, appaiono un tempo spropositato per formare un governo che, ne abbiamo già scritto, neppure ai tempi della Prima repubblica.

LE PRIORITÀ – Lavoro, dignità economica, giustizia sociale, sicurezza sono domande che salgono a gran voce dal Paese reale e alle quali quello legale che, val bene precisarlo per i pronipoti dello smemorato di Collegno, ha chiesto i voti per governare e non per mettere in scena una rappresentazione politico-istituzionale del gioco dell’oca, deve saper dare le risposte adeguate oppure farsi da parte riconoscendo la propria impossibilità, inadeguatezza, incapacità o come la vogliamo chiamare. Di Maio e Salvini, all’uscita dai colloqui al Colle, si sono contraddetti pure nel tempo in più da chiedere al capo dello Stato: qualche ora per il leader leghista, qualche giorno per l’ex premier in pectore dei five stars. Sergio Mattarella, per sfinimento o non è dato sapere se quale altra ragione, glielo ha concesso. Dopo di che, però, tempo non ce ne sarà più; e non è detto che il ritorno al voto sia l’unica strada percorribile.

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