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Tenetevelo pure lo scudetto dei fessi, noi volevamo quello vero

Calcio Napoli
14 maggio 2018 10:33 Di Dario Curcio
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Sta circolando in queste ore in cui la Torino bianconera festeggia, facendosi bellamente e grandemente beffa di noi tutti, l’assolutoria ed auto-consolatoria tesi che loro avranno pure sì vinto lo scudetto sul campo, quello che sarà cucito per la settima volta sulle maglie a strisce verticali bianche e nere, ma il Napoli, però, ha conquistato il tricolore dell’onestà e della moralità etico-sportiva. E no, non ci sto!

IL TITOLO DI CARTONE – Come appassionato prima che come giornalista, dico che non so proprio cosa farmene di un titolo di cartone che, a volerlo chiamare col proprio nome, è il trionfo dei fessi quali noi siamo e non degli onesti (aggettivi, questi, intercambiabili e pressoché sinonimi nella nostra realtà). Vi spiego il perché. Fa strano sentir parlare di onestà, seppur solo calcistico-sportiva, nella capitale del lavoro e degli affitti a nero, della guerra giornaliera e continua per farsi rilasciare uno straccio di scontrino fiscale, dei diritti all’occupazione ed all’abitazione fatti passare sempre come favori e concessioni dalle borboniche – nel senso più dispregiativo e deleterio del termine – amministrazioni locali, del gioco delle tre carte e del pacco doppio pacco e contropaccotto. Questa, non dimentichiamolo, sarà sì ‘a città e Pulcinella, ma anche quella ‘e na maneca ‘e fetient – ahinoi sempre più ampia – che nun tenen cuscienza e nun tenen rispetto…

CAMPIONATO TRUCCATO? – Poi, scusate, è da onesti oppure da sempliciotti sedersi al tavolo di gioco sapendo a priori che si verrà spennati come polli? Perché è questo che sosteniamo, no? Stiamo dicendo che nonostante siamo consci che il campionato è truccato, che gli arbitri sono asserviti alla squadra più forte, che la Juventus vince in maniera poco limpida e che il finale del film è già scritto, si continua ad abbonarsi alle tv a pagamento, ad andare in cinquantamila allo stadio, a sparare bott, tracc e tricche tracche per poi essere presi per il sedere dall’Italia tutta quando le cose non vanno come avevamo immaginato andassero e iniziamo a chiagnere senza futtere. Scusateci ma non gli onesti quanto piuttosto e sciem fanno così. Se c’è del marcio e non solo in Danimarca, non ci si rechi più in edicola, non si sottoscrivano abbonamenti, si spengano radio e tv specializzate e si vada di esposto in esposto finché qualcuno non avvii un’azione giudiziaria per appurare la sussistenza di ciò che blateriamo.

LA DÉBÂCLE DEL NAPOLI – E poi, scusate, in un sistema tutti sono un po’ carnefici e un po’ vittime in parti uguali, compreso il nostro amato Napoli che, va ricordato, non è una società o una squadra ai margini che subisce torti arbitrali una domenica sì e l’altra pure, ma una realtà che come tutti fa le sue belle stagioni sportive e trae i suoi bei benefici economici da anni. Il campionato non lo ha deciso Orsato di Schio o chi per sé, ma lo hanno perso Maurizio Sarri e i suoi ragazzi che non dopo la Fiorentina ma successivamente alla partita strapersa con la Roma hanno messo insieme la miseria di appena tre vittorie con Genoa, Chievo e Juventus. Altro che gli 88 punti, questi sono i numeri che contano. Tutto il resto non è noia, ma di più…

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