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Storia del Napoli: 1966/67, ancora ai vertici del campionato

La squadra di Pesaola faceva sognare: 69mila abbonamenti

SSC Napoli History
14 maggio 2018 10:17 Di Dario Curcio
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La positiva stagione precedente, culminata in un terzo posto in campionato e nell’aggiudicazione del primo trofeo internazionale della storia del club, accese gli entusiasmi e scatenò l’euforia della tifoseria azzurra: 69mila abbonamenti sottoscritti furono il ringraziamento a società e squadra per quanto di straordinario fatto nell’anno addietro. Dal canto suo, la proprietà del Napoli non lasciò ma raddoppiò: confermando i calciatori più forti come El Cabezon Omar Sivori e il futuro Core ‘ngrato José Altafini; valorizzando giovani quali Enzo Montefusco e Totonno Juliano che prese per la prima volta la fascia di capitano; puntellando la formazione con innesti di quantità e qualità quali il centrocampista Ottavio Bianchi dal Brescia e la punta Alberto Orlando dal Torino.

IL CAMPIONATO – Gli azzurri partirono bene collezionando quattro vittorie nelle prime quattro giornate, impreziosite dai successi casalinghi su Roma e Milan, che gli valsero il punteggio pieno e il primo posto in coabitazione con i campioni d’Italia dell’Internazionale. Due pareggi e una vittoria nelle successive tre gare, però, fecero scivolare i partenopei di mister Bruno Pesaola alle spalle dei nerazzurri. In un campionato dove alla conferma della buona stagione precedente da parte del Bologna si aggiungevano le sorprese Cagliari e Fiorentina, oltre alla solita Juventus, al giro di boa il Napoli si ritrovò terzo dietro Inter e bianconeri. Tenne a lungo la posizione ma, purtroppo, i punti di distacco dalle battistrada non si ridussero e, alla fine della stagione, la classifica recitò: Juventus campione d’Italia con 49 punti, Inter seconda a meno 1, solito Bologna a tre punti dai milanesi e poi Napoli a 44 punti. Decisivi, purtroppo, i punti persi in casa proprio contro i bianco-nero-azzurri (0-1 contro la Juve e 0-0 con gli interisti). Cannoniere della squadra fu Altafini con 16 marcature, mentre appena due furono i goal di Sivori. Il quarto posto varrà la qualificazione in Coppa delle Fiere (progenitore della Coppa Uefa) e la terza partecipazione consecutiva in Europa dal ritorno in Serie A.

LE COPPE  In Coppa Italia il Napoli venne eliminato nei quarti di finale dai cadetti del Padova: squadra rivelazione di quell’edizione, battuta solo nella finalissima dal Milan vincitore del trofeo. In Europa, prima volta nella storia, i partenopei parteciparono alla Coppa delle Fiere che, in quegli anni, consentiva alle squadre non vincitrici del campionato o della coppa nazionale di partecipare comunque a una competizione internazionale di un certo prestigio (sarà soppressa nel 1971 per lasciar spazio alla Coppa Uefa). Gli azzurri passarono di slancio i primi due turni del torneo, vincendo sia all’andata che al ritorno contro gli austriaci del Vienna Sport Club e i danesi del B-1909 (squadra di Odense), ma furono eliminati negli ottavi di finale dagli inglesi del Burnley.

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