Ogni giorno arrivano all’ospedale Santobono centinaia di bambini, la situazione è davvero critica e nonostante l’ospedale sia un’eccellenza campana, le diagnosi non sempre sono corrette e talvolta può capitare di imbattersi in un medico che fa qualche errore di valutazione. E’ esattamente questa la storia che vogliamo raccontare, quella di un bambino di 5 anni condotto al pronto soccorso del nosocomio napoletano lo scorso sabato sera con febbre alta ed eruzioni cutanee evidenti e liquidato con una diagnosi errata. Questa volta, grazie all’attenzione dei genitori del piccolo, si è potuto evitare il peggio infatti, dopo aver somministrato al bimbo le cure mediche prescritte al Santobono senza però notare miglioramenti, la mamma e il papà hanno deciso di richiedere un altro parere medico, questa volta rivolgendosi a uno studio privato.
La mamma del bimbo, lettrice di VocediNapoli.it, ha scritto una lettera per raccontare la sua esperienza in quanto ha voluto mettere nero su bianco tutto per poter richiedere maggiore cura e scrupolosità a quei medici che ogni giorno sono chiamati a curare i nostri bambini, e a salvare vite.
“Sabato sera mio figlio aveva la febbre molto alta e la temperatura non scendeva nonostante l’uso degli antipiretici. Dopo due giorni di vomito, febbre e la comparsa di eruzioni cutanee mi decido a portare D. all’ospedale Santobono comunicando al medico di turno la presenza nella classe di mio figlio di un caso di scarlattina. Il dottore ha escluso completamente che potesse trattarsi della malattia di cui gli avevo parlato, la sua diagnosi è stata: febbre e diarrea da trattare dunque con medicinali a base di ibuprofene e pseudoefedrina. Dopo un giorno dal trattamento però mio figlio è peggiorato e le eruzioni cutanee sono aumentate dunque ho deciso di richiedere l’intervento del medico privato che ha diagnosticato al bimbo la scarlattina, da trattare invece con antibiotici. Quando il dottore ha visitato D. ha riscontrato l’incapacità del medico della struttura ospedaliera che non aveva colto sintomi fin troppo evidenti rischiando un possibile danneggiamento del cuore e dei reni“.
Ci troviamo di fronte all’ennesimo caso di malasanità dunque dove vittime sono i bambini, ma in un certo senso anche i medici. La soluzione affinché si possa intervenire per evitare che fatti del genere accadano di frequente necessita dell’intervento delle istituzioni con un sistema sanitario pediatrico più adeguato. Il solo ospedale Santobono non basta per poter curare tutti i bambini di Napoli e provincia.
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