A Napoli si festeggia la Liberazione ma non dalla “munnezza”: turisti a passeggio tra cestini stracolmi

Il 25 aprile Napoli ha avuto un altro boom di turisti, dopo il ponte dell’Immacolata, le feste di Natale e le vacanze di Pasqua, anche la giornata della Liberazione ha registrato un trend più che positivo per il numero di visitatori che hanno affollato la nostra città. Un dato entusiasmante che non può che riempire di gioia tutti, cittadini e amministrazione comunale, che questo grande flusso di turisti l’ha fatto diventare una vittoria personale. C’è però una nota stonata che non può passare inosservata in una capitale che vuole competere con le altre attrattive europee.

E’ indubbio che negli ultimi due anni la capitale campana abbia assistito a una vera e propria escalation in termine di visite in città, un boom di turisti che mese dopo mese è aumentato sempre di più, per il ponte del 25 aprile e quello prossimo del 1 maggio l’Abbac, associazione dei B&B ed affittacamere della Campania, ha parlato di overbooking per Napoli, Costiera e Isole. Un buon dato che è il risultato chiaramente di diversi fattori e non solo di meriti legati a un’amministrazione piuttosto che un’altra.
La città, però, sembra essere impreparata all’ondata di turisti che l’affolla, e non solo per il servizio di trasporto urbano a singhiozzo o in alcune giornate di festa del tutto assente, ma anche per come si presenta ai visitatori: cestini trasbordanti nelle vie del centro circondati da buste di immondizia chiuse che presumibilmente sono state raccolte da qualcuno ma non portate via.

Una delle attrattive napoletane è sicuramente il cibo e lo dimostrano i tantissimi negozi da asporto che hanno aperto negli ultimi tempi. E così è inevitabile che i cestini si riempiano velocemente di tovaglioli, bottiglie e quant’altro. Il risultato? Uno spettacolo che non rende giustizia a Napoli, una cornice che non è all’altezza del quadro. Turisti sì, ma che non sanno dove buttare l’immondizia. Verrebbe da dire che si è festeggiata la Liberazione ma sicuramente non dalla spazzatura. Perché non organizzarsi prima per evitare un simile scempio? La presenza delle buste porterebbe a credere che qualcuno le abbia raccolte, non si spiega allora perché non le abbia anche portate via. E se invece dovessero essere dei negozi, il discorso sarebbe lo stesso. E’semplice con l’aumentare delle persone per strada cresce anche la produzione di rifiuti, bisognerebbe quindi prevedere più raccolte in un’unica giornata per impedire che i marciapiedi siano inondati dalla “munnezza“.

Se il turismo deve diventare il fiore all’occhiello di questa città, il cavallo di battaglia che la riporti a essere al pari delle altre capitali europee- a cui per patrimonio culturale non ha nulla da invidiare- è fondamentale che Napoli sia pronta ad accogliere le orde di gente che affollano le strade partenopee negli ultimi tempi, offrendo loro servizi efficienti e strade pulite. Perché la pizza, il sole, i monumenti, il mare, il mandolino e il calore partenopeo sono sicuramente un patrimonio inestimabile, unico e ricco di fascino, che però rischia di essere deturpato da simili inadempienze.

redazione

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