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Napoli, allarme meningite: 6 morti in tre mesi

Il bilancio delle vittime in Campania a causa della meningite è piuttosto rilevante, si parla di sei morti in soli tre mesi, superiore ai due anni precedenti. I dati sono stati raccolti all’ospedale Cotugno specializzato in malattie infettive e ciò che ne è emerso è piuttosto preoccupante.

Come si legge sul Corriere del mezzogiorno si è passati da 30 casi del 2016 ai 12 del 2018, se i casi però sono in diminuzione sono aumentati i decessi. Non c’è un’epidemia ma comunque il problema sussiste e non è da poco. Problema rilevante sarebbe legato principalmente alle vaccinazioni, anche Luigi ultima vittima di questo male non era coperto. Il suo decesso e il ricovero preventivo della sorella ha portato di nuovo alla luce questo problema. Silvestro Scotti, medico napoletano, è convinto che questa cosa andrebbe gestita diversamente: “Quello che sta accadendo — dice — è grottesco, la situazione è a dir poco caotica. Non capisco perché fare una profilassi allargata a centinaia di studenti, senza distinguere i contatti stretti dai “contatti regolari”. In questo modo si consumano antibiotici che poi spariscono dalle farmacie e alimentano l’antibiotico resistenza. Solo nelle materne è giustificato un ampliamento a tutta la scuola, per non parlare del fatto che la chiusura della struttura non ha senso». Un corto circuito da parte dell’Asl Napoli 1 che a quanto pare non adeguatamente informato i medici di medicina generale su quanto accaduto e rilevato. Scotti denuncia anche un fenomeno altrettanto preoccupante, a quanto siamo ormai alla profilassi “fai da te”.  

“È evidente — spiega Antonio D’Avino, segretario provinciale della Federazione italiana dei medici pediatri — che si stia diffondendo tra molti genitori una sorta di psicosi, questo anche perché girano sul web e nelle chat dei genitori informazioni parziali e spesso anche sbagliate”. “A chiamarci — dice D’Avino — sono soprattutto quei genitori che non hanno ancora provveduto alle coperture. E sul tema, anche sui costi, c’è molta confusione. Il vaccino contro il meningococco C (quello individuato nelle analisi del giovane Luigi) viene somministrato gratis a tutti i nuovi nati dal tredicesimo mese di vita. Per i bambini ai quali si vuole praticare la dose di richiamo, e a coloro che non stati vaccinati in precedenza, son previste vaccinazioni gratuitamente dopo l’undicesimo anno di vita. A disposizione dei cittadini — afferma — ci sono le Unità operative materno-infantili, con i centri vaccinali dislocati sul territorio, deputati a questi compiti”.

Valentina Giungati

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