Un fermo immagine tratto da un video della Polizia mostra il 23enne Italo marocchino Elmahdi Halili arrestato a Torino per terrorismo, già finito al centro di un'inchiesta della Procura di Brescia e della Digos che lo avevano bloccato nel marzo del 2015 dopo che aveva pubblicato in rete un manuale islamico.
Due persone legate all’Isis arrestate nel giro di 24 ore. Prima il blitz che ha portato al 59enne Abdel Rahman, l’italo-egiziano che indottrinava i bambini sul martirio durante le lezioni di religione (intercettate dalla polizia) che teneva due volte a settimana nell’associazione culturale islamica “Al Dawa” di Foggia, di cui era presidente.
All’alba di mercoledì 28 marzo invece è stato arrestato a Torino un italo-marocchino di 23 anni, Elmahdi Halili, considerato dagli investigatori l’autore del primo testo di propaganda dell’Isis in italiano. “Partecipazione all’associazione terroristica dello Stato Islamico”. E’ l’accusa nei confronti del 23enne preso questa mattina dalla polizia al termine di un’indagine dell’Antiterrorismo coordinata dalla procura di Torino.
“Sono fiero di andare in carcere per Allah”. Sono le prime parole – riportate da “La Stampa” – di Elmahdi Halili entrando in questura a Torino in manette tra gli uomini della Digos incappucciati.
PERQUISIZIONI ANCHE A NAPOLI – Perquisizioni sono in corso da parte della polizia nel nord Italia nei confronti di soggetti legati ad ambienti dell’estremismo islamico. I 13 decreti di perquisizione sono stati emessi nell’ambito dell’indagine che ha portato in carcere Halili e sono scattati a Milano, Napoli, Modena, Bergamo e Reggio Emilia. Nell’inchiesta sono coinvolti anche alcuni italiani convertiti all’Islam, oltre a cittadini di origine straniera: l’accusa ipotizzata nei loro confronti è di aver svolto una campagna di radicalizzazione e proselitismo sul web.
Quando il 30 agosto del 2016 il capo della propaganda e portavoce dell’Isis Abu Mohammed Al Adnani fu ucciso ad Aleppo, Elmahdi Halili creò una piattaforma social dove pubblicò tre diverse playlist con i messaggi più famosi del braccio destro di Al Baghdadi, compreso quello in cui dava l’ordine ai lupi solitari presenti in Europa di scatenare la campagna di terrore che ha portato alle stragi del 2015.
L’indagine è partita alla fine del 2015, quando Halili ha patteggiato una condanna a due anni di reclusione, con sospensione condizionale della pena, per istigazione a delinquere con finalità di terrorismo proprio per la pubblicazione sul web di una serie di documenti dell’Isis.
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