La scoperta di un antico approdo greco nei fondali del Castel dell’Ovo a Napoli ha del sensazionale. Grazie al progetto SeaReN (Sea Research Neapolis) è stato possibile individuare quattro gallerie scavate nella crosta fino ad arrvivare ad una costruzione di tufo, collegando metodi di diverse discipline: geologia, geografia, filologia e archeologia. Come spiegano i ricercatori si tratterebbe in particolare di un approdo antico, da collocare tra la meta’ del VII secolo a.C. alla meta’ del VI secolo a.C., collegate forse all’antica colonia di Palaepoli Parthenope.
IL TESORO NASCOSTO NEL GOLFO DI NAPOLI
Si tratta di costruzioni risalenti dunque a 25 secoli fa e che sono state individuate per caso grazie alle immersioni dell’archeologo Filippo Avilia. Il progetto è finanziato dalla Iulm di Milano con la collaborazione della Soprintendenza ai Beni Archeologici di Napoli, Marenostrum e Elleesse Italia srl. I primi ritrovamenti sono avvenuti nel mese di ottobre mentre ad aprile si riprenderanno le immersioni subacuqe per eseguire dei rilievi.
Si prevede la realizzazione di uno spazio museale con i reperti raccolti durante le ricerche.
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