Ultimo aggiornamento martedì, 18 settembre 2018 - 21:57

Napoli e le notizie che fanno male al sogno scudetto

Il Calcio del Ciuccio
9 marzo 2018 11:59 Di Dario Curcio
3'

C’è un brutto clima intorno alla Società sportiva calcio Napoli. Gli azzurri, prima volta dopo circa trent’anni, sono concretamente sull’obiettivo degli obiettivi, sull’attesa delle attese, sul sogno dei sogni: il terzo scudetto. Eppure, tra la stampa e gli opinionisti avvezzi per contratto, prima ancora che per passione, a raccontare le vicende sportive della squadra allenata da Maurizio Sarri, è un proliferare di articoli, servizi televisivi e trasmissioni radiofoniche che definire destabilizzanti per un ambiente che dovrebbe restare concentrato h24 sul fine ultimo della conquista del tricolore è voler usare un eufemismo.

Soli se non unici a inizio stagione, accusati, mai in prima persona, delle solite baggianate sull’anti-napoletanità e sulla pro-juventinità dagli invasati custodi della rivoluzione dell’uomo con la tuta, avevamo scritto con raziocinio, coraggio e lungimiranza che questo era l’ultimo anno di un ciclo iniziato cinque anni addietro con l’ingaggio di Rafa Benitez, quindi figurarsi se ci scandalizziamo di fronte alla medesima presa di coscienza da parte di chi fino a un attimo prima strunziava ascoltatori e lettori con un milione di cazz…te sul ciclo che non finisce, sulla vittoria in campionato che se non dovesse arrivare quest’anno non significherà fine del progetto, ecc. ecc.

Ci sono, però, modi e modi. Un conto è riconoscere quanto scritto sopra senza illudere una piazza che non merita d’essere presa per il sedere, un altro è bombardare tutto d’un tratto un ambiente fino alla gara con la Roma caricato e motivato a molla sullo scudetto, con spifferi e notiziucole sul futuro prossimo venturo lontano da Napoli dell’allenatore e di metà della squadra titolare fatti filtrare, ad arte, da ambienti biancorossoneri e retwittati dagli ascari locali al soldo del potentato calcio-televisivo settentrionale. Le notizie non vanno solo date o vendute, altrimenti addio ai giornalisti e largo ai giornalai; ma compito di chi informa per professione è quello di interpretare e leggere i fatti che trasmette al proprio pubblico e ai propri lettori.

Esempio. Sparare a ogni ora del giorno e della notte, alla vigilia di una gara decisiva come quella contro i giallorossi, la notizia dell’approdo in rossonero di una pedina fondamentale dello schieramento azzurro come Pepe Reina, dando credito unicamente a profili anonimi di personaggi vicini all’ambiente milanista, porta al risultato di deconcentrare un pur grande professionista come l’estremo difensore spagnolo che, infatti, becca quattro goal in una sola partita. La società napoletana o l’agente del calciatore hanno confermata la news di Reina al Milan il prossimo anno? Bene, citiamo nomi e cognomi, mostriamo immagini e foto del portiere a Milano e poi chiediamo che per la sua serenità e le ambizioni dell’ambiente sia messo fuori squadra fino alla fine del campionato. In caso contrario, evitiamo di spargere confusione e fare ammuina giusto per far da megafono a qualcuno che non ha piacere nella vittoria azzurra in campionato. Il calcio come altri ambiti della vita è, purtroppo, una grande grossa bugia. Sta sempre a noi, però, scegliere se e come raccontarla.

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